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A Roma il consiglio approva l’istituzione di una giornata per le vittime del colonialismo italiano


La mozione, a prima firma della consigliera capitolina Tiziana Biolghini, è stata approvata ieri in Campidoglio. Sotto i nomi delle vie intitolate al colonialismo sarà apposta una spiegazione di ciò che è successo veramente in quei luoghi.

A Roma il consiglio comunale ha approvato l’istituzione della Giornata della memoria per le vittime del colonialismo italiano, in memoria delle oltre 700mila persone uccise dall’esercito nostrano in Eritrea, Libia, Etiopia e Somalia. La mozione, a prima firma della consigliera di Roma Futura Tiziana Biolghini, è nata da una lettera che decine di storici, accademici e giornalisti hanno inviato al sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Approdata in Campidoglio, è stata approvata ieri in aula Giulio Cesare dopo un acceso dibattito tra maggioranza e opposizione. La giornata scelta è il 19 febbraio.

“L’obiettivo non è solo istituire una Giornata della memoria per le vittime del colonialismo italiano – dichiara a Fanpage.it la consigliera Tiziana Biolghini – ma anche aiutare la città a leggere in modo più idoneo le 140 strade intitolate alle battaglie e alle violenze perpetrate dal colonialismo italiano nei paesi africani. Ad esempio, sulla stele di marmo che indica via dell’Amba Aradam, ci sarà una piccola scritta che spiegherà cosa è successo su quell’altopiano, informando che si tratta di un massacro”.

Per chiarire: la toponomastica non sarà cambiata. Ma su ogni targa sarà riportata una spiegazione con il vero significato dei nomi dati a quelle vie, che la maggior parte della volte celano stragi e violenze perpetrate dall’esercito italiano. “C’è anche una terza parte della mozione – spiega Biolghini – che chiede di non intitolare più nuove vie a personaggi o situazioni violente dove sono state uccise delle persone”.

Grande attenzione sarà data alle iniziative nelle scuole. “Ci sono pagine della storia contemporanea entrate molto in ritardo nei libri di testo – continua Biolghini – tra queste, anche l’approfondimento sull’Italia coloniale. Siamo portatori di una cultura di pace, ricostruire le radici della nostra storia con una lettura contemporanea è importante. E ricomprendere i meccanismi terribili di quel periodo ci aiuta a combattere di più per la pace. Il senso di questa giornata non deve essere solo celebrativo”.

Le vie e le piazze sulle quali si andrà a intervenire per prime saranno Addis Abeba, Amba Aradam, Ascianghi, Endertà, Tembien, ossia i luoghi dove sono avvenute stragi ed eccidi. Non solo: è stato stabilito che in futuro nessuna strada sarà più intitolata a luoghi e fatti che riportano al colonialismo.

Piuttosto, si legge sulla mozione, si celebreranno altre figure come “Angelo Del Boca , Zerai Deres, Ornar el Mukhtar, Ilio Barontini, Paulus, che con Domenico Rolla, Petrus e Anton Ukmar, Johannes, fondò il giornale “La Voce degli Abissini”, alla Banda Mario, formata da partigiani stranieri provenienti dalle colonie, agli Arbegnuoc, i combattenti etiopici che, dopo la fine ufficiale della guerra d’Etiopia e l’esilio di Hailé Selassié, si opposero strenuamente all’occupazione e alla perdita dell’indipendenza”.

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