I palloncini che si librano nel cielo gonfio di nuvole e di acquazzone sono l’ultimo atto della breve, e tribolata, vita terrena di Caterina, la bimba morta otto giorni fa al Meyer senza essersi mai ripresa dal drammatico parto che il 20 luglio 2019 aveva segnato per sempre anche la madre Cristina. Non c’ infatti la mamma al funerale della figlia, non pu esserci per le sue condizioni e forse nemmeno capirebbe. In compenso nella chiesa parrocchiale di Alberoro, comune di Monte San Savino, dove vive la famiglia, c’ tutto il paese e non solo: centinaia di persone, cinquecento ad essere prudenti ma forse pure di pi. Una folla che riempie le navate e che deborda anche nel sagrato, sotto l’acquazzone battente.

La scenografia stata accuratamente preparata da quanti volevano bene alla piccola Caterina, a Mamma Cristina e al babbo Gabriele Succi. Un cuscino di rose bianche sulla minuscola bara, bianca anch’essa, i palloncini che volano in alto trascinando due scritte preparate dagli amici: “Addio piccola principessa” e “Ciao piccolo angelo”. Altri palloncini, stavolta di colore argento, formano una terza scritta: “Ciao Cate”, come il padre e gli intimi chiamavano la bambina che riport gravi danni neurologici nel giorno di tregenda in cui venne alla luce. Conseguenza dell’infarto con arresto cardiaco che aveva colpito la madre quello stesso giorno, al ritorno da una visita a Careggi che pure era parsa rassicurante. E invece i problemi cardiologici di lei, quelli di una gravidanza a rischio, ebbero il sopravvento.


Prima del funerale, Padre Jean Marie, il parroco congolese di Alberoro, fa suonare le campane a festa e non a lutto. E’ il concetto che il prete ribadisce anche nella sua omelia, rivolta in primo luogo a babbo Gabriele e ai nonni: Non dovete piangere, non un giorno di morte ma di gioia, Caterina in paradiso, purificata dalle sofferenze che ha patito in due anni e mezzo. Il sacerdote ricorda pure la mobilitazione di Alberoro per un caso che ha commosso l’Italia, simbolo di una storia capace di farsi strada ovunque, anche tra il grande popolo dei social e del web, coinvolgendo Vip della musica come Gianna Nanni, la pi vicina alla famiglia, e Fabio Concato. Alle 16 di un grigio venerd dicembrino tutto finito, la folla si disperde, se ne vanno anche gli amici del Dante Calcio, la squadra del campionato Uisp con la quale gioca ancora Gabriele. Anche loro avevano preparato uno striscione. I familiari pi stretti accompagnano la bara al cimitero per la tumulazione. Ora Caterina, dopo il dolore lancinante dell’autopsia disposta a salma composta e camera ardente aperta, ha finalmente trovato pace, sia pure dentro una tomba.

9 dicembre 2022 | 18:36

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corrierefiorentino.corriere.it

2022-12-09 17:40:05

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