L'”Antica congrega dei Tre colli” valorizza pietanza tipica


(ANSA) – CATANZARO, 07 OTT – “Vi invio gli auguri più cari
perché possiate coltivare per tutta la vita questa passione per
il morzello e possiate trasmetterla alle generazioni future”. É
un estratto del messaggio che Achille Curcio, uno dei più grandi
poeti dialettali calabresi di sempre, ha inviato a Francesco
Bianco, presidente dell'”Antica congrega Tre colli”, nel corso
dell’iniziativa promossa in occasione dell’inaugurazione della
“Scuola di morzello”, la pietanza tipica catanzarese a base di
interiora di vitello gustati nella “pitta”, il pane che é
un’altra caratteristica della tradizione culinaria catanzarese .
   
Il poeta, associato onorario della congrega, ha inviato il
messaggio perché impossibilitato a partecipare all’iniziativa,
presentata dalla giornalista Anna Aloi.
   
La scuola ha lo scopo, oltre che di insegnare le modalità di
preparazione del morzello (“morzeddhu”, in dialetto
catanzarese), di non fare disperdere una tradizione culinaria
che affonda le sue radici nella notte dei secoli. “”Questa
nostra iniziativa – ha detto il presidente Bianco – ha come basi
la nostra forza e la nostra passione. Vogliamo valorizzare
sempre più il morzello perché rappresenta un baluardo della
tradizione catanzarese ed un piatto che esprime anche i nostri
sentimenti. Ciò che ci prefiggiamo é di non fare disperdere il
patrimonio identitario che é insito nel morzello”.
   
L’iniziativa ha avuto il “sigillo” dell’Amministrazione
comunale, che patrocina la scuola, con la partecipazione degli
assessori alla Cultura ed alle Attività economiche, Donatella
Monteverdi ed Antonio Borelli, che hanno espresso il loro plauso
alla “scuola” e l’impegno a sostenerla. É intervenuto anche il
presidente della Provincia, Amedeo Mormile.
   
Ha portato poi il suo apprezzato contributo l’attore Enzo
Colacino, nelle vesti di “Giangurgolo”, la tipica maschera
catanzarese. Quindi la prima lezione della scuola, su “Cenni
storici sul morzello”, tenuta dall’avvocato Roberto Viscomi, e
l’intervento finale del professore Stefano Alcaro, docente
dell’università “Magna Grecia” di Catanzaro e socio storico
della congrega.
   
Tra i partecipanti Salvatore Talarico, titolare di una delle
ultime “putiche” di Catanzaro in cui il morzello viene preparato
e degustato. (ANSA).
   

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