Il Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni” con le associazioni Anagni Scuola Futura, Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Comitato Residenti Colleferro e RE.TU.VA.SA. scrive al direttore generale della Asl di Frosinone, dott. Angelo Aliquò elencando tutte le criticità riguardanti la questione sanitaria del territorio.

<<Gentile Dottore Angelo Aliquò, il Comitato “Salviamo l’ Ospedale di Anagni” Le dà anzitutto il benvenuto nel ruolo importante e delicato che Lei è chiamato ad esercitare e si augura che possano esserci significativi e positivi segnali di risoluzione dei molti e gravosi problemi presenti nella sanità provinciale e che si possa avviare un processo di generale miglioramento dell’ assistenza sanitaria nella nostra provincia, troppo a lungo trascurata, per cui attualmente la situazione pur presentando alcune strutture che funzionano discretamente ne presenta altre con carenze assistenziali inaccettabili.
Il Comitato attivo da una decina di anni, desidera sottoporre alla sua attenzione la particolare situazione sanitaria riguardante l’area nord della Provincia che ha il suo punto di riferimento nel nucleo cittadino di Anagni, al quale fanno capo molti comuni del territorio con una cittadinanza di circa 80.000 abitanti, per discutere della riorganizzazione della sanità provinciale, facendo seguire alle parole troppe volte ascoltate alcuni concreti fatti.
Certamente la realtà sanitaria in cui Lei si troverà ad operare presenta grandi difficoltà per le condizioni di estremo degrado in cui è stata ridotta dopo anni di discutibile gestione e di piani organizzativi sbagliati. Addirittura alcuni anni fa vennero lanciati progetti per la costruzione di nuovi ospedali nell’ambito di una ristrutturazione sanitaria regionale.
È stato realizzato l’ospedale dei Castelli, ristrutturati quelli di Monterotondo, Subiaco ed altri. Quello previsto ad Anagni non soltanto non è stato realizzato ma, per miserabili logiche politiche, è stato chiuso anche quello esistente (novembre 2012). Così nella provincia di Frosinone gli ospedali da 11 si sono ridotti a 4.

Dopo la chiusura dell’Ospedale di Anagni, nonostante un’ordinanza contraria del Consiglio di Stato, abbiamo assistito a tutta una serie di promesse puntualmente disattese dai responsabili di turno – scrivono ancora dal Comitato – Ad Anagni venne persino concessa una citazione nell’atto aziendale redatto dall’allora dirigente aziendale Isabella Mastrobuono nella quale si parlava di alcuni possibili servizi da attivare: un poliambulatorio specialistico, una postazione per gli screening oncologici, un centro dialisi, un laboratorio analisi per le emergenze, una radiologia dotata di sistemi di teleconsulto e telediagnosi, l’attivazione del day service, della day surgery e della chirurgia ambulatoriale, un punto di primo intervento (PPI) h24 con posti letto di Obi (Osservazione Breve Intensiva) e un centro per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica sulle gravi problematiche ambientali della Valle del Sacco.

Contrariamente a tutte le migliori intenzioni dichiarate nelle successive campagne elettorali e in altre occasioni pubbliche, ad oggi nulla è stato fatto, nonostante la zona nord della Provincia di Frosinone sia tra le zone più inquinate d’Italia (area SIN) con la presenza di numerose aziende sottoposte alla direttiva Seveso, con dati epidemiologici che certificano un aumento inquietante di malattie riconducibili all’ inquinamento ambientale. Inoltre questa area è attraversata dalla linea TAV e dai treni della linea Roma – Napoli, via Cassino, dall’autostrada A1 e dalla Statale via Casilina. Facile intuire fino a che punto sia funestata da quotidiani incidenti, gravi e gravissimi.

In questo quadro estremamente serio risulta incomprensibile e ingiustificabile L’ASSENZA DEI SERVIZI SANITARI DI ASSISTENZA RICONDUCIBILI AI LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) finalizzati soprattutto all’ URGENZA E ALL’ EMERGENZA. La decisione Regionale di chiudere, nel 2018, anche il PUNTO DI PRIMO INTERVENTO DI ANAGNI, CASO UNICO NEL LAZIO NON INCLUSO TRA QUELLI DA CHIUDERE, È STATA UNA DECISIONE IGNOBILE che le Istituzioni Amministrative e le forze politiche e sociali non hanno saputo né voluto contrastare. Nel luglio 2016 i Consigli comunali dei Nove Comuni dell’Area Nord della Provincia di Frosinone approvarono una Delibera che richiedeva 6 servizi indispensabili per riportare l’Ospedale ad un minimo funzionamento necessario per i cittadini del territorio per i quali Anagni è il principale punto di riferimento.
Nella Delibera si richiedevano:
1) un reparto di 20 posti letto di medicina generale con un proprio organico di medici e infermieri
2) un Pronto Soccorso presidiato da un organico medico dedicato all’Emergenza-Urgenza
3) una chirurgia elettiva per effettuare interventi in Day surgery
4) una Unità Operativa di Anestesia e Sala Operatoria
5) un servizio di Radiologia per indagini radiologiche con trasmissione di immagine collegata in rete allo specialista di turno
6) un servizio di Laboratorio per indagini a servizio del Pronto Soccorso.

DA QUESTA BASE OCCORRE RIPARTIRE

Il nostro Comitato Le chiede di incontrarla, nella Sede di Frosinone oppure, se Lei vorrà, proprio ad Anagni nella Sede Comunale.
Nell’ incontro che speriamo possa esserci a breve, ascolteremo con grande attenzione e fiducia quanto Lei ci illustrerà in merito all’organizzazione sanitaria che intenderà mettere a punto per i cittadini di Anagni e dei Comuni dell’Area Nord della Provincia.
La ringraziamo per la cortese attenzione e attendendo di conoscere al più presto le sue decisioni, porgiamo i migliori saluti>>.

Anna Ammanniti

 





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