di Manuela Pelati

Sulla linea metropolitana A che collega Ottaviano con Anagnina gli impianti fermi sono il 56% del totale. Pietro Marturano di Ansfisa (agenzia del ministero dei Trasporti): «Inviamo due ingegneri per accelerare le procedure di collaudo»

Rotti o in manutenzione
uno su quattro. Gli ascensori e le scale mobili gestiti da Atac

nelle metropolitane A, B e C e
sulla Roma — Lido e Roma-Viterbo
(ancora in gestione della municipalizzata in attesa del cambio stabilito con la Regione)
hanno bisogno di revisioni, collaudi e sostituzioni al 25%.
La percentuale aumenta sula linea A che collega Cipro con Anagnina con il 56% degli impianti fermi.

Per quanto riguarda la situazione in tempo reale, «alle 8 di oggi (mercoledì) — riferisce la responsabile della manutenzione in Atac, Alessia Gaviglia durante la Commissione capitolina Trasporti — gli impianti fermi sono 167 su 730 complessivi». «Se necessario inviamo la task force per le urgenze — la replica dell’ingegnere Pietro Marturano, responsabile di Ansfisa, l’agenzia del Ministero dei Trasporti garante della sicurezza che da inizio anno opera sui collaudi. — Abbiamo due ingegneri a disposizione per accelerare le procedure».

La proposta è accolta e sollecitata dal presidente della Commissione Trasporti, Giovanni Zannola che definisce la situazione degli impianti «un disastro, più che un disagio» con la richiesta ad Atac di fornire il cronoprogramma dei lavori complessivi entro un mese. «Dobbiamo prevenire in futuro le scadenze delle revisioni».

Intanto a spiegare la situazione delle manutenzioni è l’ingegnere Gaviglia. «In servizio sulla linea A c’è il 44% degli impianti fermi— riferisce la responsabile della manutenzione in Atac — . Si tratta di ascensori e servoscala arrivati a scadenza di revisione generale nei mesi scorsi e la norma del 2020 prevede aggiornamenti. Si tratta di svolgere analisi del rischio e valutare che interventi fare, sono impianti che hanno 20 anni». Il problema della linea A,«sono le stazioni profonde, gli impianti sono stretti e sono utilizzati 19 ore al giorno, 21 il venerdì e sabato». Inoltre, «ci sono problemi di approvvigionamento dei metalli e componenti elettronici: se la situazione si era aggravata prima della pandemia, è peggiorata con la guerra». Ma i tempi si allungano per le autorizzazioni e i collaudi. «Per mettere in servizio gli ascensori il tempo minimo è di 4 mesi».

Sulla metro B, dove ci sono 105 scale mobili in 27 stazioni, «al momento ci sono 15 impianti in lavorazione — continua Gaviglia —. Dovremmo avere a fine gennaio i 48 lavori necessari ultimati». Per quanto riguarda la B1, con 89 scale mobili in 4 stazioni,«c’è una mole importante e il sistema è in stress, abbiamo dovuto controllare 67 scale mobili tutte insieme». Gli ascensori, inoltre, come quelli di «Annibaliano, Conca d’Oro devono essere aggiornati alle norme del 2020».

Altri problemi si aggiungono sulla metro C. «La tratta Pantano – Centocelle è stata aperta nel 2014, ma gli impianti erano collaudati nel 2006, abbiamo dovuto fermare tutto per le revisioi dopo due anni e nel 2021 è arrivato il momento di revisioni “speciali” e il costruttore aveva indicato la necessità di apparecchio “paracadute”, che è essenziale». Al momento sono collaudati 13 ascensori su 19, «i rimanenti 6 saranno attivi entro la fine dell’anno». Per quanto riguarda la Roma—Lido e la Roma—Viterbo, dove ci sono 32 impianti, in tutto «ci sono 6 scale fuori servizio e 13 ascensori fermi». Un disastro.

26 ottobre 2022 (modifica il 26 ottobre 2022 | 18:57)



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L’articolo arriva task force per accelerare i collaudi- Corriere.it è stato scritto il 2022-10-26 17:07:50 da Manuela Pelati ed è stato pubblicato su roma.corriere.it

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