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FALCONARA – Una fideiussione mai concessa, una fattura «compilata erroneamente» e «risposte mai date». Atim e Ancona International Airport rispondono ad Aeroitalia, compagnia aerea che ha annunciato il prossimo stop ai voli di continuità territoriale. Botta e risposta sulle responsabilità di un contratto firmato con decorrenza 1 dicembre ma saltato qualche settimana prima. Se la compagnia ha annunciato di garantire i voli fino a ottobre 2024 per poi chiudere alla possibilità di una permanenza al “Sanzio”, Marco Bruschini (direttore dell’Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche) e Alexander D’Orsogna (ad Ancona International Airport) hanno ricostruito la vicenda dal loro punto di vista. Punto di partenza: «La Regione Marche non ha speso soldi in questa storia, Aeroitalia non ha avuto nemmeno un euro ed è singolare che mi si attacchi per questo» ha messo in chiaro Bruschini.
La fattura-acconto
«L’accordo doveva promuovere la regione attraverso aereomobili impegnati in rotte internazionali- ha detto Bruschini- con anche i fondi residui dell’UE non spesi, abbiamo trovato nelle pieghe del bilancio 750mila euro, che abbiamo messo a disposizione per questa operazione con decorrenza 1 dicembre». Tutto nasce lo scorso primo ottobre, con una fattura inviata dalla compagnia di 250mila euro indicati con l’aggiunta dell’Iva. Un errore, secondo Atim, secondo cui l’accordo prevedeva l’importo comprensivo di imposta. «Quando l’abbiamo rimandata indietro, la Aeroitalia è andata in grande fibrillazione- ha detto Bruschini- per pagare quella fattura, che per noi sarebbe stato un acconto perché era stata inviata prima della decorrenza dell’accordo, avevamo chiesto una fideiussione che non è stata data, ma soprattutto non è stato presentato un piano marketing adeguato a 750mila euro. Qui di ci simao fermati. Nonostante tutto- continua Bruschini- abbiamo tentato di continuare la trattaiva, perché eravamo interessati a tutto quello che questà societa poteva rappresteare per l’aeroporto di Ancona». Da qui, una nuova trattativa: «A metà ottobre, con una pec, abbiamo proposto di anticipare la decorrenza dell’accordo ma nel nuovo contratto volevamo dire ad Aeroitalia cosa dovesse fare, in modo preciso, con un piano marketing adeguato a quello che volevamo. Siamo quindi saliti da 750mila euro a un milione di euro». Aeroitalia intanto, spiega ancora il dirigente Atim, aveva chiesto il pagamento della prima fattura entro il 15 novembre ci sarebbe stata la risoluzione del contratto e la possibilità di un azione di risarcimento danni. «A fronte di questa comunicazione, l’11 novembe rispondiamo tramite lo studio legale Sabatini che “stupisce la richiesta di pagamento alla luce di un palese inadempimento, cui si aggiungono i commenti espressi in danno di Atim e del poprio direttore. Senza la regolarità contributiva presentata, si eccepisce l’inadempimento tale da giustificare la mancata corrisponsione del pagamento, il che paralizza ogni temeraria ed infondata domanda giudiziale». Effetto: ultimatum di 5 giorni per fideiussione e piano marketing ritenuto adeguato. Nessuna risposta e il 16 novembre, spiega Bruschini, il contratto è decaduto.
Un milione di euro
«Il tema dirimente è proprio questo- spiega Bruschini- il codice degli appalti prevede che al massimo si possa dare il 30 percento dell’anticipo. il 23 ottobre abbiamo detto alla compagnia che potevamo, stirando il codice ma restando ovviamente nel legale, che potevamo arrivare a pagare anche a 300 mila euro e continuare con rate mensili. Loro si aspettavano di avere l’intero milione secco. Proposta ovviamente non contemplata, perché impossibile legalmente. Siamo rimasti due giorni in attesa di risposta e il 25 ottobre abbiamo scritto via pec che l’accordo era annullato, ma che eravamo disponibili a nuovi percorsi collaborazione».
Gli attacchi personali
«Questi signori hanno sputtanato le Marche Noi dovremmo chiedere di rispettare la nostra regione e non continuare ad avere fango sulle Marche e sui marchigiani, al di là degli schieramenti politici. La mia posizione – continua Bruschini- è stata oggetto di attacchi di ogni tipo. Attacchi politici a un tecnico sono possibili, ma le inesattezze no. Atim non è un “poltronificio”. Il sottoscritto è un dirigente statale in aspettativa e ha vinto un avviso pubblico. Sono stato scelto tra 28 curriculum e ho messo a disposizione la mia professionalità». Sulla richiesta di dimissioni: «Sono tutelato dal CCNL e nel decreto 165 ci sono scritte le cose per le quali si possono chiedere le dimissioni. In questo caso non ci sono».
I voli e il futuro
Alexander D’Orsogna fa una panoramica sui voli in essere, citando il succeso di quello per Parigi: «L’aeroporto sarà in grado di proprorsi sul mercato e sarà polo polifunzionale. Il 2024 porterà l’azienda a numeri storici, supereremo il recordo di 611mila passeggeri. Un milione? Possibile, ma non prima del 2027». D’Orsogna ha anche fatto una panoramica sulle nuove strutture che sorgeranno: dall’area in grado di ospitare aerei a lungo raggio in gradio di lanciare sonde nell’esosfera per meteo e tecnologia internet (in collaborazione con CNR) al polo per i velivoli verticali: elicotteri elettrici e droni cargo. Già. Ma il “buco” che creerebbe l’addio di Aeroitalia? «Non è un buco- spiega l’ad- i voli sono autorizzati e concessi per 3 anni, se la compagnia dovesse confermare la volontà di uscire, potremmo chiamare un altro bando per trovare un altro operatore. Spendere quei 750mila euro in altro modo? Non dipende dall’aeroporto».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-01-05 18:07:18 da

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