L’ufficiale: al servizio città contro condizionamenti mafiosi


(ANSA) – CROTONE, 25 NOV – Il tenente colonnello Raffaele
Giovinazzo è il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di
Crotone. “Il mio arrivo a Crotone per le modalità con le quali è
avvenuto – ha detto incontrando i giornalisti – non mi permette
di gioire più di tanto per il mio primo comando provinciale,
spero di poterlo farlo al termine per i successi dei carabinieri
e per la ripresa socio culturale di questa terra”. Giovinazzo,
infatti, subentra al tenente colonnello Gabriele Mambor deceduto
per un incidente durante una immersione in mare.
   
“Gabriele – ha rivelato Giovinazzo – è stato un mio compagno
di corso. Era la mascotte del nostro corso perché era il più
giovane, ma aveva un fermo ideale ed un credo inattaccabile nei
valori della difesa dello Stato. Facendo un paragone calcistico
lui era un fuoriclasse che un mediano come me non potrà che
emulare. Io assumo il comando a Crotone e lavorerò nel segno
della continuità. Svolgerò, appunto, un lavoro da mediano”.
   
Giovinazzo, di 55 anni, di origini calabresi, sposato, dopo
aver frequentato la Scuola Ufficiali di Roma, ha svolto servizio
in Sicilia, Calabria e Campania. Ha ricoperto l’incarico di
comandante del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di
Corleone (Palermo), del Nucleo investigativo e del Reparto
operativo del Comando provinciale di Cosenza, di Ufficiale
addetto al Raggruppamento Anticrimine di Palermo, di Comandante
del Nucleo tutela patrimonio culturale della Calabria,
prestando, inoltre, servizio quale componente della struttura di
supporto del direttore generale del “Grande Progetto Pompei” e,
da ultimo, come comandante del Reparto territoriale di
Corigliano Rossano. L’ufficiale conosce bene la realtà di
Crotone anche per via delle tante operazioni contro i predatori
dei beni archeologici condotte quando ha comandato il Nucleo di
Tutela del patrimonio: “È mia intenzione essere al servizio di
questa città che ha una storia importante che va difesa e
valorizzata. Un servizio di presenza non solo per i compiti di
legge ma come figura istituzionale di riferimento per i
cittadini. Quella del comando provinciale è una squadra di
uomini che cercherà di difendere i valori della libertà fino in
fondo contro il condizionamento mafioso”. (ANSA).
   

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