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Chiediamo passo indietro del Comune


L’associazione Nonna Roma ha risluogo con una lettera all’assessora alle Politiche sociali e alla salute Barbara Funari che, in un’intervista rilasciata a Fanpage, ha spiegato la necessità dei lavori alla stazione Termini di Roma.

Pubblichiamo la lettera che l’associazione Nonna Roma ha inviato tramite Fanpage.it all’assessora Barbara Funari in merito all’intervento che sarà realizzato entro la fine dell’anno nella galleria Turbigo a Termini. Al suo interno saranno installate barriere anti-clochard per impedire che i senzatetto possano dormire lì. “Non si tratta di un’azione di sgombero o anti poveri, sarei stata la prima a dire di non essere d’accordo – ha dichiarato Funari ai nostri microfoni – È un’azione di messa in sicurezza di quello spazio e che di conseguenza mette in sicurezza tutti”.

La lettera di Nonna Roma

Gentile assessora Funari, 

Nei giorni scorsi abbiamo criticato l’intesa che il Comune di Roma ha stipulato con la Sovraintendenza e Rete Ferroviaria Italiana circa l’installazione nel sottopasso Turbigo di lastre di travertino per impedire ai senza dimora di trovare, lì, riparo.

Abbiamo letto la sua intervista di ieri al quotidiano Fanpage nel corso della quale sostiene che l’iniziativa sul tunnel ha anche l’obiettivo di mettere in sicurezza i senza dimora che vi sostano abitualmente.

Vogliamo essere chiari: non reputiamo in alcun modo civile che delle persone debbano dormire in un sottopasso decisamente pericoloso per la propria incolumità. Non lo abbiamo mai scritto e non lo pensiamo. Ci sembra però alquanto strano che le lastre di travertino vengano posizionate proprio nel sottopasso adiacente alla principale stazione ferroviaria della città – una “Grande Stazione” –  situata in  pieno Centro e che è costantemente oggetto di una campagna mediatica tesa alla tutela del cosiddetto “decoro”, che spesso non è altro che il tentativo di cacciare poveri e emarginati dall’occhio di chi attraversa il salotto buono della città. Roma è piena di cavalcavia purtroppo frequentati da tanti senza dimora ma non ci risulta che, da nessuna parte, siano state installate lastre o siano stati svolti altri simili interventi.

Riteniamo, invece, che l’iniziativa messa in campo dal Campidoglio sia purtroppo in perfetta continuità con le politiche di “architettura ostile” che questa città ha conosciuto in particolare con l’amministrazione Raggi, basta ricordare l’installazione delle fioriere presso la stazione Tiburtina proprio là dove era presente il presidio del Baobab Experience.

Pensiamo sia da rigettare l’idea che un intervento di natura architettonica possa essere una misura a sostegno delle persone più svantaggiate.

Siamo infatti convinti che servano le azioni di cui lei parla e rispetto alle quali la vostra amministrazione ha iniziato a lavorare, come l’aumento dei posti letto mediante centri diffusi nel territorio cittadino e il potenziamento dei servizi per la presa in carico dei senza dimora.

Come abbiamo scritto nel nostro rapporto “Dalla Strada alla Casa” serve un piano strutturale e permanente di accoglienza attraverso centri piccoli e diffusi nella città, diversificati per raccogliere un’utenza molteplice e per rispondere ai molteplici bisogni delle persone senza dimora; costantemente integrati con i servizi sanitari e con quelli tesi all’inclusione sociale e lavorativa. Come abbiamo più volte richiesto insieme ad altre realtà, occorre, inoltre, intervenire per superare la delibera n. 31/2017 della Giunta capitolina  – anche ponendo fine alle prassi difformi sviluppatesi nei municipi e presso la Questura di Roma – attraverso l’adozione di un nuovo provvedimento sulla residenza “virtuale” che garantisca realmente l’iscrizione anagrafica e gli importanti diritti ad essa connessi alle persone più vulnerabili.

Su  diversi di questi argomenti esiste un dialogo aperto e costruttivo con l’Amministrazione.

Abbiamo inoltre letto quanto da lei annunciato, qualche settimana fa, circa gli interventi sui senza dimora da mettere in campo anche sfruttando le risorse messe a disposizione per l’appuntamento del Giubileo 2025. Sul punto, guardiamo con favore alla destinazione di maggiori risorse e l’attivazione di nuovi servizi a favore della cittadinanza dei senza dimora; al contempo auspichiamo che anche gli interventi che verranno posti in essere con la prospettiva del Giubileo 2025 non abbiano come focus il “decoro” e la c.d. “riqualificazione” di zone centrali della città, ma la costruzione di un sistema permanente di presa in carico dei senza dimora in ogni luogo di questa città.

C’è ancora tanta strada da fare affinché nessuna persona sia più costretta a vivere nelle strade della nostra città. Al contempo siamo consapevoli che negli ultimi mesi l’Amministrazione ha intrapreso diversi passi nella giusta direzione per l’adozione di politiche efficaci per i senza dimora. Ci chiediamo quindi il senso dell’intervento nel tunnel di Via Marsala, che va in direzione opposta rispetto a quella finalmente intrapresa.

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