«Con un deflusso normale le balaustre avrebbero retto». Dall’uscita…

«Con un deflusso normale le balaustre avrebbero retto». Dall’uscita…


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«Con un deflusso normale le balaustre avrebbero retto». Dall’uscita…

ANCONA – Passarono il quadruplo delle persone previste per l’uscita di sicurezza S3 della Lanterna Azzurra, quella dove si sono contati i sei morti. Un fatto eccezionale: 528 contro le 120 stabilite dalle norme di sicurezza del locale. Durante il sopralluogo della commissione di vigilanza nessuna misurazione specifica è stata fatta ma, visivamente, sia l’uscita 3, quella della tragedia, che la rampa annessa e le balaustre, erano nella condizione di poter garantire la sicurezza del normale deflusso che quella porta prevede per la normativa antincendio. Lo ha spiegato oggi, in tribunale, il vigile del fuoco Rodolfo Milani, nel corso del processo bis sulla Lanterna Azzurra di Corinaldo. Il procedimento è quello relativo alla sicurezza della discoteca, dove la notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018 morirono cinque minorenni e una mamma di 39 anni, e ai permessi rilasciati dalla commissione di vigilanza per autorizzare il pubblico spettacolo. Un procedimento che è giunto alle battute finali. Milani faceva parte della commissione che rilasciò la licenza alla società Magic dopo il sopralluogo del 12 ottobre del 2017, volto alle verifiche sul locale. Senza quella autorizzazione forse la discoteca non sarebbe rimasta aperta. Milani è l’unico degli imputati nel processo bis (che sono in tutto 9) ad aver acconsentito di sottoporsi all’esame in aula. In tribunale è arrivato con la divisa di servizio, quella da pompiere, e ha risposto a tutte le domande dei pm Paolo Gubinelli e Valentina Bavai, volte soprattutto a spiegare la procedura del sopralluogo. 

«Noi facciamo verifiche a campione – ha spiegato Milani – perché ci sono controlli e collaudi già eseguiti da altri prima. Non è un collaudo di tutta l’opera il nostro». Sull’uscita S3 il pompiere ha detto che non ha fatto misurazioni con strumenti specifici ma ha controllato che funzionassero le aperture dei maniglioni antipanico. «Su quelli siamo molto attenti – ha detto Milani – perché l’apertura della porta è necessaria». Le balaustre le ha definite a posto «non c’erano ruggine o segni di ammaloramento». E ancora, per la normativa antincendio che era di sua competenza per il sopralluogo le balaustre erano conformi «a resistere al rapido deflusso» stimato per massimo 120 persone. «Dalle indagini però – ha evidenziato il pompiere – è emerso che di persone ne sono passate 528 quella sera. Il deflusso normale non le avrebbe nemmeno toccate le balaustre. Con gli altri numeri sarebbe servita una rampa larga 9 metri». I testi da sentire sono finiti. Il 15 e il 18 dicembre inizierà la discussione dei pm. La sentenza è attesa ad anno nuovo.  

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2023-11-24 20:19:30 da


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