24 novembre 2022 – 17:02

Lo straordinario studio di un gruppo di allievi dell’Universit di Firenze, in collaborazione con il Telescopio Nazionale Galileo l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri

di Redazione Corriere Fiorentino

Si sono trovati nel luogo giusto al momento giusto, catturando le trasformazioni del cuore di una galassia lontana. Sono gli allievi del corso di “Complementi di astronomia” dell’Universit di Firenze che, grazie alle osservazioni effettuate presso il Telescopio Nazionale Galileo (TNG, che si trova a La Palma, nelle Canarie), sono riusciti a raccogliere i dati di un evento raramente documentato, l’evoluzione dell’attivit del nucleo di una galassia a 300 milioni di anni luce dalla Terra. E cos, grazie a questa particolare esperienza didattica, gli studenti sono diventati autori di un articolo che si guadagnato la pubblicazione su una prestigiosa rivista scientifica, Astronomy & Astrophysics.


Nel nucleo di ogni galassia si trova il suo motore, un buco nero. Mentre il nucleo emette una radiazione potentissima, un buco nero osservabile solo indirettamente poich nulla pu sfuggirgli, nemmeno la luce – spiega Giulia Tozzi, prima firmataria dell’articolo, che da studentessa diventata poi dottoranda Unifi –. raro, quindi, riuscire a documentare come cambia l’attivit dei nuclei: lo si pu fare solo indirettamente osservando con la spettroscopia la radiazione visibile emessa dalla materia che viene risucchiata dalle regioni circostanti ai buchi neri, trascurabile quando il centro della galassia in quiescenza, di enorme portata quando esso attivo. quello che hanno fatto gli studenti e le studentesse fiorentine che nel 2019 hanno svolto un’esperienza di studio presso il TNG, sotto la guida dei docenti Unifi Lapo Casetti, Elisabeta Lusso e Marco Romoli.

Compiendo le osservazioni su un caso di studio, una galassia di cui era gi noto il nucleo attivo, il team ha raccolto anche una serie di dati relativi a una sua “vicina” meno appariscente, la galassia a spirale NGC4156, che si trova nella costellazione dei Cani da caccia, registrando cos la presenza delle righe larghe dell’idrogeno e la crescita della luminosit nella parte blu dello spettro, due firme inequivocabili dell’attivit del nucleo della galassia. La nostra scoperta arrivata in modo del tutto inatteso – racconta Lapo Casetti -, perch non solo abbiamo registrato nello spettro visibile le tracce, fino ad allora mai documentate, dell’attivit del nucleo ma tre anni dopo, nella primavera di quest’anno, abbiamo anche registrato una forte riduzione della luminosit della parte blu dello spettro, indice di un ritorno a una fase di quiescenza di un nucleo precedentemente attivo.

In quell’occasione, inoltre – aggiunge Marco Romoli -, gli studenti sono riusciti a dare alla comunit astronomica un altro dato mancante, la misurazione della massa del buco nero della galassia, che risultata pari a circa otto milioni di masse solari, il doppio di quella del buco nero presente al centro della nostra. L’importanza del nostro risultato, per di pi raggiunto grazie al coinvolgimento di studenti e studentesse – conclude Elisabeta Lusso -, sta nell’aver fornito alla comunit scientifica dati che daranno un contributo alla comprensione dei meccanismi fisici alla base di questi eventi astronomici, ancora tutti da chiarire. Le attivit di osservazione degli studenti sono state possibili grazie al supporto economico del Dipartimento di Fisica e Astronomia Unifi e dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri, quest’ultimo frutto di una donazione che ha permesso, fra l’altro, di istituire il premio “Stefano Magini”, destinato alla migliore tesi di laurea magistrale in Astrofisica conseguita in un’universit italiana e vinto nell’edizione 2020 da Giulia Tozzi.

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24 novembre 2022 | 17:02

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