Dopo il Consiglio europeo informale di Praga, Draghi nega che ci sia nell’Ue un “caso Italia”. Il premier spiega che non c’è preoccupazione, ma solo “curiosità” sulla “linea politica”.

Non c’è nessun caso Italia. Lo dice chiaramente Mario Draghi, uscendo dal Consiglio europeo informale di Praga. Il presidente del Consiglio uscente si presenta per pochi minuti davanti ai giornalisti, manifestando soddisfazione per l’esito del vertice con gli altri leader europei: “Abbiamo parlato di due punti importanti – comincia Draghi – l’Ucraina e l’energia“. Sull’Ucraina “tutti hanno riaffermato il sostegno unanime al Paese nella guerra, su tutti i piani, finanziario e militare, e soprattutto si è cominciato a parlare di ricostruzione – spiega – Probabilmente ci sarà una grande conferenza in Germania per preparare un piano di ricostruzione. C’è grande unità“.

Molti Paesi si sono lamentati della propaganda russa nei loro Paesi, che è diventata più aggressiva – continua il presidente del Consiglio – Hanno luogo il problema di cosa fare, anche perché è piena di menzogne“. Sull’energia “le cose si stanno muovendo, la Commissione presenterà, al Consiglio europeo del 19 ottobre, una proposta in cui i tre elementi, cioè far diminuire i prezzi, avere un elemento di solidarietà nel meccanismo e un inizio di riforma del mercato dell’elettricità, ci saranno“. Su questo Draghi è chiarissimo: “Dobbiamo aspettarci il 19 e 20 ottobre non più vaghe proposte ma qualcosa di più chiaro e concreto, e in parte anche proposte di regolamento“.

Quanto a un meccanismo di debito comune, invece, Draghi sottolinea: “Condivido la proposta di Gentiloni e Breton, perché è naturale in questa situazione. Tanto più dopo la decisione tedesca, è quello che serve per cercare di mettere tutti quanti i Paesi – sia quelli con spazio fiscale che quelli senza – su un livello uguale“.

Infine il presidente del Consiglio risponde anche a chi gli chiede se gli altri leader europei sono preoccupati del nuovo governo di centrodestra che sta per arrivare in Italia: “No – chiosa subito Draghi – ma ovviamente quando c’è un cambio di governo e di politica così importante c’è molta curiosità. Ma non c’è preoccupazione, c’è gran rispetto delle scelte degli italiani e interesse nel sapere come si evolverà la nuova linea politica del nuovo governo, cosa che uno si trova in difficoltà a dire“. Però “su alcune cose, almeno sulle scelte di politica estera se uno guarda le decisioni prese in passato, la linea politica dovrebbe essere invariata“. Non risponde, però, sullo scontro con Meloni sul Pnrr.



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