Erano accusati di truffa, falso e solo per l’imputato principale, anche sostituzione di persona per aver promesso assunzioni regionali – in particolare alla biblioteca Pirandello di Agrigento e al Museo Archeologico Griffo ed anche alla Sas (Servizi ausiliari Sicilia), società partecipata della Regione Siciliana – in cambio di 15 mila euro per ciascun luogo di lavoro.

Il Tribunale di Agrigento – giudice monocratico Andrea Trranova –  ha condannato tutti gli imputati:  il canicattinese: il Giuseppe Lo Brutto, 45enne e i favaresi Michele Ferro e Giuseppe Pullara, 59enni entrambi. La vicenda risale al periodo compreso tra l’aprile e il maggio 2015 quando – secondo la Procura- si registrarono almeno sette casi di truffa.

Una storia assurda.

Lo Brutto avrebbe millantato di far parte di una società (realmente esistente) che si occupa di fornire servizi a Enti pubblici. Gli altri due imputati, invece, gravitano nel mondo dei patronati.

Adesso è arrivata la sentenza di primo grado: condanna alla pena di 9 mesi 9 di reclusione e 300 euro di multa per il reato di truffa aggravata e sostituzione di persona per Lo Brutto.

Lo stesso è stato ritenuto colpevole di aver “venduto” ad alcuni giovani disoccupati false assunzioni presso la Sas, società partecipata della Regione Siciliana, in cambio di 15.000 euro ciascuno.

Lo Brutto, in particolare, si sarebbe finto avvocato e funzionario della Sas che fornisce servizi a enti pubblici e avrebbe convinto le vittime a farle lavorare presso il museo Pirandello  di Agrigento simulando un corso di formazione con ricerche sulla storia di Agrigento. Condannato anche il coimputato Michele Ferro, 59 anni di Favara, alla pena di 6 mesi di reclusione e 200 euro di multa (assolta la moglie di quest’ultimo, Pullara Giuseppa, titolare di un Caf).

La denuncia era stata presentata dalla SAS a seguito della segnalazione dei funzionari che ricevevano le richieste di inserimento delle giovani vittime nel ruolo dei lavoratori, tramite  ordini di servizio e contratti contraffatti.

Anche le vittime, a loro volta, avevano presentato querela non vedendo prevenire gli stipendi presso i conti bancari, l’apertura dei quali il Lo Brutto aveva loro richiesto.

La società sas costituita parte civile, con la difesa degli Avvocati Massimo Motisi e Marco Aricò, ha ottenuto la condanna al pagamento dell’importo di euro 5000 per lesione all’immagine.

Ulteriori risarcimenti immediatamente esecutivi pari a 3000 euro sono stati riconosciuti in favore delle vittime (quattro in tutto) del raggiro, difese dall’avv. Nicola Grillo.





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L’articolo False assunzioni in cambio di 15 mila euro: tre condanne è stato scritto il 2022-11-24 20:04:38 da Redazione ed è stato pubblicato su www.grandangoloagrigento.it

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