Fashion Day a Positano, la Moda rilanciata dalla Iuad dopo la pandemia . A crederci Pezzi pazzi, Theodora, Blitz, Stella Moda, Josephine, Vanilla, Dana Boutique, Maria Lampo e i sandali di  Antica Positano . Certo ricordiamo Moda, Mare Positano sugli scaloni della Rotonda con la scenografia della Spiaggia Grande con Castagna, e i tentativi falliti di fare un marchio Moda Positano, ma l’abbigliamento e la moda, come la si vuole chiamare, hanno diritto e dignità a una manifestazione e la sinergia fra Accademia e la realtà lavorativa quotidiana, nata dalle pezze, nobilitata da turisti internazionali e l’ispirazione di grandi artisti, come Irene Kowaliska, merita una iniziativa, un confronto come questo non può che essere apprezzato da noi di Positanonews . È un caso virtuoso di sinergia tra pubblico e privato, come ha scritto Fashion,  quello che da qualche anno va in scena a Positano, località di punta della costiera amalfitana, baciata in questi giorni da un clima favorevole nonostante l’autunno inoltrato. Protagonisti il Comune e Iuad, storica accademia di moda nata a Napoli ma oggi attiva anche a Milano, uniti in un percorso che mira a valorizzare aziende locali e nuove generazioni di designer. Al centro del progetto un prodotto, un’idea di moda immortale, la Moda Positano che, grazie a questa iniziativa, si rilancia e reinventa.

Un look del vincitore Thomas Ferrarese

La collaborazione tra scuola e istituzioni culmina nell’evento Positano Fashion Day, giunto alla sua seconda edizione, andato in scena il 18 ottobre nella cornice di Piazza dei Racconti, presentato dalla giornalista Cinzia Malvini. Una giuria composta da stampa e addetti ai lavori ha consacrato la vittoria dell’outsider lombardo Thomas Ferrarese, studente della sede di Milano e ammiratore di Schiaparelli, che si è aggiudicato il premio economico di 1.000 euro.

“La collezione ha richiesto oltre un mese di lavoro”, racconta il giovane stilista che ha privilegiato l’uso di tessuti come San Gallo e lino. “Mi sono ispirato al mito delle origini della città di Positano, nata dall’amore tra Nettuno e la ninfa Pasitea. Con il premio potrò realizzare la prossima collezione nel contesto di fashion graduate”.

Al contest, che ha visto in gara 12 studenti dell’Accademia, hanno partecipato 9 laboratori locali, fornendo i tessuti per la realizzazione delle collezioni viste in passerella, ciascuna composta da 3 look. “Il progetto è nato durante il lockdown per rivitalizzare lo stile della moda Positano. Gli studenti hanno svolto un lavoro ‘antropologico’ di ricerca, dagli albori al boom degli anni ’70 fino agli sviluppi più recenti. L’esito è un prodotto pregiato e fortemente artigianale”, spiega Michele Lettieri, presidente di Iuad.

Il momento della premiazione di Positano Fashion Day

Lettieri, formazione in design, ha sposato il progetto lanciato dal padre sarto negli anni ’50, portando Iuad a scalare la classifica degli istituti moda in Italia grazie a investimenti in ricerca e tecnologia. Oggi la scuola conta 1.300 studenti immatricolati, di cui circa 250 nella sede meneghina. “La cultura abbinata al saper fare è la chiave del successo”, aggiunge Lettieri, che sottolinea come il punto di forza di Iuad risieda nel “dare la possibilità agli studenti di sperimentare le loro idee”. In cantiere anche un nuovo dipartimento dedicato al cinema, che “lanceremo nella sede di Napoli dal prossimo anno accademico (2023-24)”.

L’ascesa della moda Positano inizia negli anni ’50 con il fenomeno hippie. “Da corredi locali nascono patchwork inediti che conquisteranno il mondo”, spiega l’assessore al turismo del comune di Positano, Giuseppe Vespoli. “Dopo il boom si sviluppano tintura e pizzo. Oggi il lino la fa da padrone con un taglio sartoriale pulito al passo coi tempi”. “Insieme alla sua vocazione turistica”, aggiunge Vespoli, “Positano fa rima con eleganza e scommette molto sulla moda. Le aziende del comparto attive sul territorio sono circa 15 – negli anni ’80 erano circa 150 – molte delle quali presenti sul territorio nazionale anche con negozi monomarca”, conclude l’assessore.





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