da www.castellinotizie.it

Ad avanzare questa ipotesi è l’ex assessore Mauro Tomboletti, che in una lunga nota sottolinea alcuni timori relativi alla possibilità che un privato abbia formalizzato una proposta per acquisire il bene:

“Chi è che vuole togliere la abitazione e il lavoro ai quaranta ragazzi disabili di Capodarco?

Sembrerebbe che la responsabile di una scuola privata d’inglese di Grottaferrata abbia avanzato una proposta di partecipazione all’asta per l’acquisizione delle strutture di Capodarco. Dopo anni di sacrifici immensi, di raccolta fondi per sostenere una causa sociale di primaria importanza non solo per Grottaferrata, anche con un intervento provvidenziale della Regione Lazio, persone senza scrupoli e senza cuore vogliono affondare gli artigli nella carne viva delle persone più fragili. Ragazzi che con anni di sacrifici hanno costruito il loro futuro, la loro abitazione e le loro aspirazioni, rischiano di vedere svanire questo sogno, per il profitto e il business di qualche improvvido che vuole speculare su chi ha vissuto e vive una vita di sofferenze, portandogli via quelle sicurezze per la vita che sono abitazione, lavoro e dignità.

Mai avremmo pensato che potesse esserci qualcuno capace di tanto cinismo. Vogliamo capire chi si cela dietro questa ignobile operazione. Capodarco è un bene Comune che porta in se un grande valore sociale, che attraverso un’azione di aiuto e sostegno alle fragilità, è un grande generatore di umanità, ed è stata il motore di quel cambiamento culturale su temi e questioni come la disabilità, che non avevano cittadinanza. Ci meraviglia non poco che sia proprio la responsabile di una scuola ad essere la protagonista di una simile scellerata proposta. La scuola pubblica o privata che sia ha nella propria missione, quella di formare e crescere con sani valori, i cittadini di domani. Ci domandiamo se queste sono le premesse che qualità formativa e valoriale potrà mai trasmettere una scuola che nasce da questi presupposti. Quale grado di accettazione riceverà dai cittadini di Grottaferrata, che vedono scipparsi una realtà che è diventata parte integrante della comunità, che ha visto nascere, crescere e svilupparsi, che ha ridato al territorio e a numerosi ragazzi e ragazze quella normalità di vita che gli è stata distorta dal destino.

Abbiamo la certezza che i cittadini, insieme alle istituzioni, attiveranno tutte quelle mobilitazioni necessarie per continuare a sostenere la battaglia intrapresa da ragazzi e da tutti gli operatori di Capodarco. Un fenomeno generativo di opportunità che ha creato quella dignità necessaria alle persone fragili attraverso il lavoro. L’agricoltura Capodarco non è un fatto privato, così come qualcuno vuole far credere, è un bene pubblico, che ha operato sul nostro territorio senza chiedere nulla in cambio. E’ arrivato il momento che noi cittadini di questo paese, in un momento di enorme difficoltà, troviamo il coraggio di far sentire il nostro sostegno e un concreto aiuto alla loro causa”.





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L’articolo Grottaferrata – Capodarco, una scuola privata d’inglese della città interessata all’asta? è stato scritto il 2022-06-22 10:25:34 da Claudia Proietti ed è stato pubblicato su www.castellinotizie.it

1 COMMENT

  1. Beh!, che dire??
    Seguirebbe lo status che da anni a questa parte il paese ha preso e mantenuto.
    Rimane la Fiera, ultimo baluardo di tradizione appartenente a questo paese e poi….. il nulla.
    Ho sempre vissuto a Grottaferrata, le mie emozioni da bambino per quell’Abbazia che mi faceva sognare ad occhi aperti….. cavalieri che entravano nel castello dal ponte levatoio….una sorta di palio al di sotto delle mura dove si misuravano cavalieri di altre contrade…
    Poi crescendo….il ricordo delle botti su Corso del Popolo ed altre vie limitrofe, il rumore inconfondibile della battitura dei cerchi, le risate delle battute tra cantinieri e cantinieri mentre facevano tutti lo stesso lavoro, di fuori, sulle botti…..aria paesana.
    Ricordo l’entusiasmo di noi bambini per la vendemmia, mangiare uva a più non posso e sporcarsi con la terra senza che nessuno potesse sgridarti..
    Ricordo le cantine trasformarsi in fraschetta, con porchetta, prosciutto, formaggio ed olive, nei sabati e nella domeniche ed accogliere tutti quei romani che fuggivamo dalla città per qualche ora di fresco….ne venivano veramente tanti e le fraschette lavoravano tutte senza distinzione……
    Addirittura c’era chi ti permetteva di portartelo casa il pranzo e lo mangiavi li, comprando soltanto il vino e l’immancabile gassosa
    La gente allegra che dopo pranzo girava per il paese, non chiedeva nient’altro che questo… uscire dalla confusione della città, abbandonandosi poi alla famosa pennichella in qualche prato o in auto, mentre aspettava la famosa sigla del calcio minuto per minuto.
    Poi la sera, come a pranzo, si ricominciava…
    Nessun tavolo separato, tavolate uniche, fianco a fianco con persone che non conoscevi fino a quando non ti sedevi, senza problemi…..
    Cocomerate, spaghettate aglio e olio, l’immancabile tizio con la chitarra che tirava fuori stornelli che tutti poi seguivano in coro…
    Altri tempi?? Si, ma che mancano maledettamente!!!!!!
    Ora di tutto ciò non è rimasto nulla, il Corso è diventato qualcosa di astratto, sembra che mi trovi in un altro paese addirittura, non ci si conosce più ormai, troppe, tante le persone venute da altre parti a vivere qui…….
    L’unica cosa che ha fatto degenerare quell’atmosfera di paese è stata la fame di soldi… non che prima non ci fosse, ma non così, diciamo TANTI E SUBITO….

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