Il cerchiobottismo di Manfredi il timido sulla scuola

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7 mesi ago

Napoli ha bisogno di polso fermo, non di sindaci indecisi

di Mauro Della Corte

Guidare una città come Napoli, piena di problemi e contraddizioni, non è semplice e non è come guidare un ufficio postale. Non si può semplicemente timbrare il cartellino. C’è bisogno di decisionismo e di polso fermo a costo di inimicarsi una parte dei cittadini o del mondo politico. Un compito non facile, per carità ma Gaetano Manfredi, in questi giorni, ha mostrato di più il lato timido, «cerchiobottista» del suo carattere. Ha navigato in mare aperto. Senza affrontare le onde agitate. Non è intervenuto su nessuna questione in particolare e ha provato a non scontentare nessuno.

Quasi fosse un Papa, ha emesso «encicliche» e appelli all’unità. Da destra a sinistra. Ha chiesto di lavorare insieme appassionatamente. Nei giorni scorsi, burrascosi per la nota vicenda della scuola, il primo cittadino di un Comune con circa 333 plessi scolastici non ha profferito parola. Non si è schierato né con De Luca, che voleva rimandare la riapertura delle scuole, né con il governo Draghi che aveva disluogo l’inizio delle lezioni. Eppure un sindaco di una città con quasi un milione di abitanti ha un suo peso specifico notevole. Maggiorato se si pensa che stiamo parlando di un ex ministro all’Università e un ex rettore.

«Liscia il pelo» prima a De Luca e poi a Draghi

Sotto questo punto di vista lascia ancora più sconcertati le sue parole rilasciate a Conchita Sannino su «Repubblica Napoli» in cui, in due domande diverse, «liscia il pelo» prima a De Luca e poi a Draghi. «I fatti sono un tasso di contagio oggettivamente alto e una difficoltà di tracciamento, due elementi che già producevano un certo numero di classi costrette alla Dad. In più, i presidi hanno sottolineato che non si apriva in sicurezza e il presidente dell’Ordine dei medici invocava il codice nero» afferma giustificando l’ordinanza del governatore. Legittimo pensarla così.

Ma si contraddice subito dopo quando gli viene fatto notare che il premier Draghi ha dato priorità alla riapertura. Manfredi ribatte dando ragione al Presidente del Consiglio: «Difatti, se in una situazione molto complicata il governo afferma la linea guida, la scuola deve restare aperta, ci si adegua».

La necessità di comunicare con i cittadini

Queste parole però sono arrivate dopo settimane di assenza sul dibattito. «Il mio non era un silenzio ‘ecumenico’ e poi non dichiarare non significa certo non occuparsi dei problemi» ha affermato. Un ragionamento che a parer nostro è errato, perché i cittadini hanno bisogno di sapere come la pensa e cosa sta facendo la persona a cui hanno affidato il proprio voto. Lo ha detto anche Antonio Bassolino, due volte sindaco di Napoli e due volte, presidente della Regione Campania. Non un consigliere comunale qualsiasi.

Ma per il primo cittadino «governare non significa stare sempre sui social». Su questo punto non possiamo che dargli ragione. Ma dimentica i suoi continui interventi nei mesi scorsi sugli argomenti più disparati. Si è detto commosso per il film Sorrentino e per l’Otello di Mario Martone al Teatro di San Carlo, è intervenuto su di un articolo della Cnn che elogiava Napoli, ha parlato di quello che ha rappresentato Pino Daniele, di «Stanotte a Napoli». Tantissimi gli argomenti toccati. L’unico, per cui non ha trovato nemmeno 5 minuti, è stato proprio la scuola. E a bocce ferme, quando i giochi sono fatti, interviene facendo «l’acqua e l’olio». Diciamo che non ha iniziato proprio bene.

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2022-01-14 10:46:58
Mauro Della Corte

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