Il restyling del Franchi, il ricollocamento della pista da skateboard, una nuova piscina pubblica con vasca da 25 metri, un secondo palazzetto sul lato di via Paoli: il progetto del gruppo Arup per la trasformazione di Campo di Marte ha di certo una vocazione sportiva. Ma, paradossalmente, potrebbe essere mancante sul versante di quello più amato in Italia: il calcio.

Già, tra i 26 ettari interessati al rifacimento vanno considerati i due rettangoli da gioco dell’impianto «Cerreti» — attuale Aics Campo Marte — che saranno spazzati via per fare largo all’area commerciale. Finita qui? No. Pure il «Davide Astori», sede per gli allenamenti della Fiorentina, scomparirà. E anche un ulteriore campo di pallone per l’attività dilettantistica — parliamo di quello del calcio a 7, usato dall’Affrico per la scuola calcio— dovrà far luogo al prima citato nuovo palazzetto.


Un problema per un rione popoloso, soprattutto in ottica scuola calcio. Ad aiutare lo stesso Affrico nell’accontentare un bacino d’utenza così importante, resterà solo la Floria 2000: un unico sintetico a 11 e un campetto coperto che la sera sono affittati agli amatori. Gli altri club di Q2 sono più distanti. La Sales in via Gioberti, quasi in centro. E poi la Settignanese e la Sancat, ma siamo già nel cuore di Coverciano. E infine la Florentia, ma anche qui ci allontaniamo alle Cure.

Luca Giotti, direttore generale dell’Affrico, fa il punto: «Sì, il masterplan prevede di perdere il campo a 7. Spesso lo dividiamo in due campini a 5, per la scuola calcio». L’Affrico, ancora prima di sapere che il palazzetto sarebbe sorto nell’area che ha in concessione fino al 2028, aveva vinto i bandi per gli impianti di Bellariva e San Marcellino: «In viale Fanti abbiamo 500 atleti, tra pulcini e settore giovanile. Altri 150 tesserati sono divisi negli altri due spazi. E quando la Fiorentina avrà il Viola Park e lascerà San Marcellino potrebbero aumentare». Per l’Affrico la chance di utilizzare il nuovo palazzetto sarebbe una manna dal cielo: «Il nostro vecchio versa in pessime condizioni: ci piove dentro e non ha spogliatoi a norma. Per questo, avevamo intrapreso un project financing che coinvolgesse pubblico e privato in un restauro. Con due palazzetti operativi potremmo dare un’offerta più ampia». Con uno, c’è da fare una scelta: «Abbiamo anche il basket e il tennis, nella polisportiva. O puntiamo sul calcio indoor, o altrimenti ci sarebbe per forza da convergere parte dell’attività calcistica tra Bellariva e San Marcellino».

C’è un secondo aspetto che salta all’occhio, nei rendering: la mancanza di campi pubblici. Pallacanestro, calcio, pallavolo, tennis, percorsi podistici: niente. Potrebbe essere allora la fondazione «Niccolò Galli» a compensare questa assenza ai giardini di viale Fanti? «La nostra priorità — dice Giovanni Galli — è l’ampliamento dei giochi per i più piccoli. Ho notato però anch’io questa pesante assenza di playground stile piazza d’Azeglio. Nella riqualificazione prevista dal Comune, si potrebbe fare una riflessione in questo senso, anche se al parco bisogna valutare la presenza di molti alberi». Galli sottolinea come presidii sociali sportivi, accessibili a tutti, potrebbero aiutare a fronteggiare le baby gang: «Un centro di aggregazione sorvegliato e frequentato è più sicuro».

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24 novembre 2022 | 00:51

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corrierefiorentino.corriere.it

2022-11-23 23:51:58

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