Bergamo. Dalla bassa alle valli, passando per l’isola e la città: il PD bergamasco ‘scalda i motori’ in vista delle due grandi sfide che affronterà a breve: il Congresso nazionale con le primarie del 19 febbraio e le prossime elezioni regionali. Dodici date in tutta la provincia, per coprire ognuna di quelle ‘zone’ che raggruppano gli oltre 90 circoli in cui si articola il PD bergamasco. Appuntamenti aperti non solo ai 2.000 iscritti democratici ma anche ai simpatizzanti che si riconoscono nei valori del Partito Democratico.

I primi due incontri si sono svolti il 22 e 23 novembre a Osio Sotto e Carvico, mentre gli altri sono in agenda fino al 16 dicembre. Qui il calendario completo: https://bit.ly/3grReMJ.

“Vogliamo dare voce ai territori in un momento fondamentale – spiega il segretario provinciale Davide Casati – . Ascoltare la base è un passaggio sostanziale nella nostra comunità democratica, perché significa valorizzare e fare patrimonio di esperienze e contenuti, in questo momento con un focus particolare sulle questioni di metodo “.

“Inutile negare che la gestione delle candidature alle elezioni politiche ha lasciato parecchio malcontento, e anche il ritardo col quale si è giunti alla scelta del candidato alla presidenza di Regione Lombardia. Ma ora siamo pronti a serrare le fila e, come sempre, a lavorare uniti nella stessa direzione, ovvero quella di rigenerare il Partito Democratico affrontando con il Congresso le criticità emerse in questi anni e di dare alla Lombardia un nuovo Governo, efficiente, vicino ai cittadini e pronto a dare risposte rapide e concrete ai nuovi bisogni, a partire da quello dell’assistenza sanitaria territoriale”.

“Il congresso nazionale è fondamentale, direi vitale, per il nostro partito – prosegue Casati -. E’ necessario interrogarsi insieme e costruire una nuova proposta che guardi ai prossimi 20 anni. Mettendo al centro il lavoro ed i giovani, i redditi medi e bassi, gli investimenti sulla formazione. Eleggendo una nuova classe dirigente nazionale che lavori coi territori a stretto contatto, ritrovando quella credibilità e quell’empatia che negli ultimi anni sono venute meno.”

Negli incontri promossi in tutta la provincia emergerà chiaramente la richiesta di Bergamo al partito nazionale di partire dalla “base” ripristinando i metodi democratici per la scelta dei candidati nelle istituzioni quando non ci sono le preferenze e chiedendo che una percentuale significativa del gettito derivante dal 2 per mille venga restituito alle federazioni provinciali e non interamente trattenuto a livello centrale.

Ovvio che la sfida per la Lombardia rimane fondamentale e “Pierfrancesco Majorino è espressione vera e credibile di un’alternativa al governo delle destre – conclude Casati -, ed è in grado di coinvolgere e mobilitare energie e risposte del territorio per trasformare l’esperienza maturata negli anni di opposizione in un programma di rilancio della Lombardia. Si tratta di una sfida storica, che affronteremo con responsabilità e impegnandoci al massimo, a tutti i livelli e in ogni comune della nostra provincia”.

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