Incidente all’Argentario, gli amici della vittima contro i danesi: «Neanche un briciolo di umanità»

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2 mesi ago




«Noi non abbasseremo la guardia». La morte di Andrea Giorgio Coen è una ferita aperta, in tutti i sensi. Lo è dal punto di vista umano, lo è sotto il profilo oggettivo, perché c’è un’indagine in corso sull’incidente che gli è costato la vita una settimana fa. Quel violento scontro tra un motoscafo e la barca a vela che ospitava anche Coen nel canale tra il Monte Argentario (Grosseto) e l’Isola del Giglio. Ancora scossi, gli amici dell’antiquario ora chiedono giustizia e condannano il comportamento dei danesi presenti sull’altra imbarcazione. «Vogliamo unire al ricordo dell’amico anche la preoccupazione nel vedere calare l’attenzione sul tragico incidente di cui è stato vittima» affermano i firmatari, una cinquantina in tutto. «Siamo rimasti sorpresi dal fatto che sia stato consentito il ritorno in Danimarca delle persone che erano sul motoscafo entrato in collisione con la barca a vela sulla quale Andrea ha perso la vita. Siamo certi che il magistrato abbia ottemperato a obblighi di legge nel farlo, ma siamo indignati dal comportamento di questi signori, che hanno sentito l’esigenza di rilasciare pubbliche dichiarazioni sulla propria innocenza, ma non quella di esternare alcun dispiacere per quanto successo, non facendo trapelare neppure un briciolo di umana compassione per la perdita di una vita umana».

Atteggiamento che ha indotto gli amici di Coen a muoversi. «Il nostro sentimento di indignazione per la freddezza e il distacco dimostrati sono condivisi dalle tante, tantissime persone che in questi giorni hanno contattato noi e la famiglia di Andrea, chiusa in un dolore difficilmente immaginabile. Seguiremo l’evolversi delle indagini con attenzione e certi che giustizia sarà fatta in tempi brevi». Fermezza che scaturisce dall’attaccamento nei confronti dell’antiquario, descritto come «persona amabile, signorile, colta, arguta, legata alla famiglia» e che «lascia un vuoto davvero incolmabile in chi l’ha conosciuto». Ne vengono poi ripercorse le passioni. Per la città che lo aveva accolto, Firenze, e «soprattutto Palazzuolo sul Senio, paese di origine della famiglia della moglie, e non era infrequente vederlo sudare sui sentieri di montagna sulla sua mountain bike». Per lo sport, per la vela in particolare, «che lo portava ogni volta che poteva a solcare il mare con gli amici e con la famiglia». La moglie Nicoletta e i figli Benedetta e Federico, vittime indirette di questa tragedia. Come il marito e la figlia di Anna Claudia Cartoni, la donna che risulta ancora dispersa in mare a seguito dello scontro. Ieri si è tenuto un incontro tra gli operatori subacquei della Capitaneria e i vigili del fuoco per predisporre nuove strategia di ricerca. «È stato convenuto — ha evidenziato la Guardia costiera — di ampliare il raggio delle ricerche e di impiegare una diversa strumentazione tecnica sottomarina per scandagliare uno spettro più ampio». Per le perlustrazioni in superficie saranno impiegati anche Carabinieri e Guardia di finanza.


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31 luglio 2022 | 14:15

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2022-07-31 12:16:10

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