29 settembre 2022 – 19:20

L’accordo per non ucciderli riguarda solo la parte dell’isola che fa parte del Parco: nella restante parte i mufloni sono una specie cacciabile, come in tutta la Toscana

di Ivana Zuliani



Sono 43 i mufloni catturati dall’Isola del Giglio e trasferiti altrove a 10 mesi dalla firma (il 30 novembre 2021) dell’accordo tra Parco Nazionale Arcipelago Toscano con le associazioni Lav e Wwf per eradicare i mufloni dall’isola, senza ucciderli: inizialmente il progetto Let’s Go Giglio, approvato e finanziato in parte dalla Commissione Europea, prevedeva la rimozione della popolazione di mufloni dall’isola del Giglio, anche attraverso l’abbattimento degli animali. Dopo le polemiche da parte degli animalisti era arrivato l’accordo per la sola cattura.

Adesso le associazioni animaliste insorgono di nuovo. «La Regione Toscana ha affidato l’eliminazione dei ultimi 37 animali ai fucili dei cacciatori, che da sabato 1° ottobre potranno portare a termine lo sterminio» denunciano l’associazione Vita da cani e la Rete dei santuari di animali liberi si oppongono. «Chiediamo serie politiche ambientali che tengano conto della convivenza e della continuità tra specie e non finanziamenti a progetti di genocidio. Vogliamo che la colonia di mufloni sia tutelata nel proprio habitat» commenta Sara d’Angelo, presidente dell’associazione Vita da Cani e coordinatrice della Rete dei Santuari .


Gli altri animali, spiega l’Ente Parco sono stati trasferiti presso le strutture segnalate dalle associazioni: Crase di Semproniano, Oasi Dynamo di Pistoia (affiliata Wwf Italia), Tenuta di Miemo di Pisa, Cras La Nostra Arca di Città di Castello, Riserva Naturale Statale Marsiliana gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica. Nel rispetto delle direttive impartite da Ispra a breve inizieranno le sterilizzazioni dei capi catturati.

Per catturarli, i mufloni sono stati localizzati grazie ad alcuni esemplari muniti di radiocollare che di fatto “segnalavano” la presenza del gruppo sul territorio, dove la fitta macchia mediterranea rende complessa la fase di definizione delle posizioni e degli spazi utilizzati. Successivamente sono state posizionate le reti di cattura per un totale di oltre 2 chilometri di lunghezza. Gruppi di 20/30 battitori hanno pattugliato le aree per indirizzare gli esemplari nelle reti, per poi prelevarli, bendarli e collocarli in sicurezza nella casse e poi in piccoli recinti, tranquillizzati in attesa di essere trasferiti nelle aree di destinazione. Son stati impiegati anche droni. Ora l’ente proseguirà con le azioni di prelievo dei mufloni previste dal progetto, «sempre secondo le indicazioni fornite da Ispra e coerentemente con l’obiettivo progettuale che prevede di azzerare la presenza dei mufloni a Giglio nell’ambito delle necessarie azioni per la tutela della biodiversità dell’isola, obbiettivo condiviso da La e Wwf» spiega l’Ente.

«I tre promotori dell’accordo – aggiungono Lav e Wwf – pur mantenendo il proprio posizionamento sul tema e nel rispetto delle diverse sensibilità, hanno condiviso l’obiettivo di salvaguardare la vita degli animali mantenendo le finalità del progetto del Parco». Ma l’accordo riguarda solo la parte dell’isola che fa parte del Parco: nella restante parte i mufloni sono una specie cacciabile, come in tutta la Toscana, e qui dal primo ottobre, con l’inizio della caccia, gli animali potranno essere uccisi.

29 settembre 2022 | 19:20

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corrierefiorentino.corriere.it

2022-09-29 17:23:37

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