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Mondovì, le minoranze bocciano le modifiche allo statuto comunale: “Metodo non condivisibile” – Targatocn.it



“E’ una questione di metodo, non ci siamo sentiti coinvolti in questa decisione e pertanto voteremo contro”. 

Queste le motivazioni che ieri sera, giovedì 29 settembre, hanno portato i consiglieri di minoranza di centrodestra e centrosinistra di Mondovì a votare contro la proposta di modifica ad alcuni articoli dello statuto comunale.

Le modifiche, prevedevano in particolare: l’introduzione di quattro punti all’articolo 34 sull’organizzazione della Giunta che ne autorizzerebbe i componenti, nell’esercizio delle loro attività istituzionali, ad avvalersi di persone esterne qualificate, a supporto dell’attività relativa alle deleghe attribuite, a titolo volontario e gratuito.

La creazione dell’articolo 51 bis “coersione della comunità” per istituire nelle frazioni  dei “capi cantone” per favorire il processo di coesione, istituendo anche il “consiglio di frazione” nelle zone di: Breolungi; Gratteria; Merlo; Pascomonti; Pogliola; Rifreddo; S.Biagio; S. Giovanni Govoni; S. Quintino-Crist-Cassanio.

“E’ giusto discuterne con maggioranza e minoranza di una decisione simile – ha detto il consigliere Enrico Rosso quindi come coalizione centrodestra esprimeremo voto contrario a questo provvedimento, invitando a predisporre un tavolo di lavoro per confrontarci sulle variazioni, con proposte anche da parte della minoranza”. 

A fargli eco è stato il consigliere Cesare Morandini, espressione del centrosinistra: “Mi unisco al pensiero del consigliere Rosso: lo statuto è un documento importante, le aggiunte che si chiedono non sono cose da poco e quindi chiediamo un tavolo di lavoro nell’ottica di operare il più possibile insieme e con condivisione maggiore”

Il consigliere Rocco Pulitanò (FdI), torna ad esprimere perplessità sulla giovane età della giunta, affermando: “Non è che gli assessori hanno bisogno di tutor per svolgere le loro attività?”

Ancora dalla minoranza del centrosinistra consigliere Davide Oreglia: “Non ne faccio una questione di merito, ma di metodo, era meglio condividere tutto”. 

A rispondere è il sindaco Luca Robaldo: “Abbiamo ben presente tutti l’importanza dello statuo. Intanto grazie per avermi ricordato le parole che ho usato in avvio di questa esperienza sull’invito a collaborare e condividere le decisioni, bene che le rammentiate anche voi. Venendo al merito: la maggioranza non ha paura di tavoli di confronto, ma ci vuole rispetto a questa assemblea; l’inserimento di commissione consuntiva significa coinvolgere esperti che verranno selezionati, anche tramite bando pubblico e anche a tutela della minoranza. Un esempio potrebbe essere l’istituzione della commissione-osservatorio della sanità.”

In replica al consigliere Pulitanò, il primo cittadino ha risluogo: “Non credo che la mia giunta abbia bisogno di un tutor, sono persone di competenza che se sbaglieranno sapranno riconoscere i loro errori. La giunta non ha bisogno di una balia, la invito, consigliere Pulitanò, mi consenta riflettere prima di dire che la giunta ha bisogno di un tutor.”

Sul tema è intervenuto anche il consigliere di maggioranza Guido Bessone, invitando a stemperare i toni: “Le commissioni consuntive sono un organo fondamentale, senza potere esecutivo, ma utili alla città, forse non c’è volontà di distruggere da parte delle opposizioni, ma sembra così, non capisco questo atteggiamento, mi rimetto alla vostra coscienza, sono modifiche di carattere leggero, non si stravolge lo statuto.” 

Stupito il consigliere Roberto Ganzinelli: “Dalla minoranza risposte poco costruttive, curioso che centrodestra e centrosinistra votino compatti, sembra che ci sia un’unica minoranza”.

Il presidente Elio Tomatis è intervenuto in merito ricordando che: “Lo statuto era stato redatto nel 2001, ora servirebbero modifiche al passo con i tempi. Se il metodo deve prevalere sulla sostanza, non sono problemi nostri.”

Le minoranze hanno ribadito le loro perplessità, Morandini: “Aspetti positivi e condivisibili, ma restano dei dubbi; sul 51bis ad esempio: anche nel programma di Ferreri se ne parlava, ma perché essere coì selettivi nelle frazioni? Magari anche altre aree periferiche meriterebbero attenzione anche a livello di socializzazione. E in riferimento a quanto detto dal consigliere Ganzinelli, il fatto che come minoranza siamo coesi è forse perché ci siamo sentiti tagliati fuori? Rappresentiamo i cittadini e facciamo la nostra parte con responsabilità”.

Pulitanò replica al sindaco e a Bessone: “Lo statuto è la nostra costituzione, non si parla di un articolo, ma di modifiche mai concordate, arrivate su un tavolo già confezionate. Noi non siamo d’accordo. E poi perché chiamare i rappresentanti delle frazioni ‘capi cantone’, non si possono chiamare semplicemente coordinatori, non siamo mica in Svizzera?!”. 

Per il provvedimento, messo in votazione, servivano i 2/3 dei suffragi favorevoli che non sono stati raggiunti, tutte le minoranze hanno votato contro. 

Stesso copione anche per l’approvazione delle modifice al regolamento del consiglio comunale e delle delle commissioni consiliari permanenti, speciali, d’indagine, di controllo e garanzia. 

I gruppi di minoranza hanno votato contro, ribadendo le motivazioni espresse per le modifiche allo statuto. La delibera è stata però, in questo caso, approvata  a maggioranza. 





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L’articolo Mondovì, le minoranze bocciano le modifiche allo statuto comunale: “Metodo non condivisibile” – Targatocn.it è stato scritto il 2022-09-30 07:41:37 da Arianna Pronestì ed è stato pubblicato su www.targatocn.it

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