È ormai noto che il Ministero della Giustizia ha indetto un concorso finalizzato all’assunzione di 5.410 risorse tecnico-amministrative destinate agli uffici giudiziari con contratto di lavoro a tempo determinato, per la durata massima di 36 mesi.

Il concorso è entrato nel vivo dello svolgimento della prova scritta dato che le ultime due sessioni si svolgeranno rispettivamente il 27 e il 28 giugno 2022.

CONCORSO GIUSTIZIA: LA PROVA

La prova scritta è unica per tutti i profili e consiste nella risoluzione di un test di quaranta quesiti a risposta multipla da risolvere nell’arco di sessanta minuti. Il punteggio massimo ottenibile sarà 30 punti e la prova si intenderà superata al raggiungimento dei 21 punti.

A ciascuna risposta sarà attribuito il seguente punteggio:

  • + 0,75 punti per ogni risposta esatta
  • 0 punti per ogni risposta mancata
  • – 0,375 punti per ogni risposta sbagliata

In seguito, la commissione RIPAM stilerà una graduatoria di merito che potrà essere consultata accedendo al portale «Step-one 2019» e dichiarerà vincitori del concorso, sino ad esaurimento dei posti disponibili e compatibilmente con i requisiti di ammissione previsti, i candidati utilmente collocati nelle graduatorie definitive di merito per ciascuno dei profili e dei codici di concorso.

QUANDO SARANNO RESI NOTI I RISULTATI?

Secondo le indiscrezioni raccolte in sede concorsuale durante lo svolgimento della prova scritta, i risultati del concorso indetto per l’assunzione di 5.410 risorse tecnico-amministrative saranno visualizzabili a breve termine accedendo al portale summenzionato. È probabile che i risultati vengano resi noti entro 7/10 giorni dalla fine degli scritti.

Non appena ci saranno novità seguiranno ulteriori aggiornamenti, intanto ricordiamo che chiunque voglia restare aggiornato su questo concorso può iscriversi al nostro Team Facebook e Team Telegram.

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POSSIBILE RICORSO?

Le domande di partecipazione al Concorso Giustizia sono state oltre 72mila ed ormai in pieno svolgimento iniziano ad esserci le prime polemiche: da un lato, la presunta assenza di trasparenza negli elenchi dei convocati alle prove scritte, dall’altro, rispetto ai test a risposta multipla somministrati nel corso delle prove, la presenza di quesiti che sembrerebbero, in alcuni casi, ambigui, erronei o privi del requisito dell’univocità della risposta esatta.

L’assenza di trasparenza nella redazione degli elenchi degli ammessi alle prove scritte, nei quali RIPAM ha omesso di indicare i punteggi assegnati ai titoli presentati dai candidati, ha fatto sì che i candidati esclusi non abbiano potuto conoscere le ragioni della mancata ammissione né tantomeno il punteggio maturato per i titoli presentati, allo stesso modo gli ammessi non hanno potuto conoscere la distanza, in termini di punteggio, degli uni dagli altri.

Queste considerazioni potrebbero essere la base per la presentazione di un ricorso al TAR. Per fornire tutela ai candidati che sono stati esclusi o che nel corso delle prove abbiano incontrato quesiti errati o ambigui la nostra Redazione ha contattato l’avv. Riccardo Ferretti, specializzato in Diritto Amministrativo, con speciale riguardo alla materia dell’accesso al pubblico impiego.

Ai candidati interessati a richiedere ulteriori informazioni consigliamo la lettura del seguente articolo.



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L’articolo news sui risultati delle prove e ricorso al TAR è stato scritto il 2022-06-25 09:01:47 da Nicola Borretti ed è stato pubblicato su www.concorsi-pubblici.org

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