Le ragioni della scelta di Raimo: “Non riesco più a prendermi cura di questo compito come vorrei e come ho cercato davvero di fare per moltissimo tempo, ossia con una presenza e una dedizione piena, che è quella che serve quando si fa politica”.

Con un lungo post pubblicato su Facebook, Christian Raimo ha annunciato le sue dimissioni da assessore alla Cultura del Municipio III di Roma. Nominato da Giovanni Caudo nel 2018, lo scrittore è stato confermato nel suo ruolo anche dal nuovo minisindaco Paolo Marchionne. Il suo successore sarà Luca Blasi. “La ragione è semplice: non riesco più a prendermi cura di questo compito come vorrei e come ho cercato davvero di fare per moltissimo tempo, ossia con una presenza e una dedizione piena, che è quella che serve quando si fa politica, per rispetto delle persone che lavorano con te ma soprattutto delle persone per cui a un certo punto diventi un riferimento, al di là dei voti e delle nomine.Non vuol dire che smetto di fare politica attiva, anzi. Ma ho pensato che voglio dedicarmi di più e meglio – una presenza e dedizione piena – all’impegno per chi ha meno possibilità, e vorrei farlo attraverso l’impegno nella scuola: insegnando tutti i giorni, scrivendo, organizzando, occupandomi come posso e quanto posso della politica e della riflessione educativa”, ha spiegato Raimo su Facebook.

Per Raimo il principale problema di Roma non è “il traffico, i rifiuti, i cinghiali, o i topi, ma la ferocia contro i più deboli, per i quali il disastro amministrativo diventa non un tema di indignazione, ma letteralmente una questione di vita o di morte. Non esiste in questa città un allarme sicurezza, come invece tutti i giorni urlano le cronache dei quotidiani, ma esiste una spesso brutale arroganza da parte dei privati nei confronti del pubblico”. Questa la conclusione del post: “Mi piacerebbe restituire l’esperienza di questi anni, anche pubblicamente, e ci saranno occasioni anche prossime, non solo per ringraziare, per immaginare insieme le cose nuove che si possono costruire. (Poi, certo ci sono le persone che mi hanno voluto bene e molto bene, non poche, rare, che credono in quella cosa semplice che è cambiare il mondo, a quelli/e va un ringraziamento sperticato; è veramente difficile stare vicino a chi fa politica in modo professionale e/o militante)”.





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