da corrieredellumbria.corr.it


Francesca Marruco

Sono oltre una trentina e solo nell’ospedale di Perugia gli umbri finiti al Pronto Soccorso per un’intossicazione da funghi. Un regalo di un parente “esperto”, un giro nel bosco e la passione di raccogliere queste prelibatezze. Ma con rischi potenzialmente irreparabili se non si adottano semplici regole. A disposizione dei cercatori di funghi ci sono gli uffici delle due Asl con esperti che gratuitamente controllano i funghi e ne certificano la commestibilità.

 

 

“Da noi sono arrivate già diverse famiglie, per fortuna nessuno con sintomi gravissimi, ma l’evoluzione va monitorata per diverse ore. Tra i casi più delicati quello di una donna incinta”, dice il direttore del Dipartimento di emergenza e urgenza dell’ ospedale di Perugia, Paolo Groff. “I sintomi più frequenti sono quelli gastroenterici – aggiunge – e di norma, le sintomatologie meno gravi insorgono a breve distanza dal pasto, non oltre le sei ore. Sono più insidiose e potenzialmente letali quelle che insorgono tardivamente. Possono inficiare la funzionalità epatica o renale portando a dialisi anche a vita o al trapianto”.

 

 

Altri sintomi da non sottovalutare sono quelli neurologici: “Convulsioni, disturbi della vista, contrazioni muscolari possono essere indicativi. Molto meno frequenti le allucinazioni”. Groff invita poi a considerare il problema della contaminazione: “Oltre ad evitare funghi non commestibili serve un’ottima conservazione, perché, ad esempio, se un porcino è stato a contatto con un fungo poi scartato potrebbe comunque veicolare tossine”.

 





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L’articolo oltre 30 intossicati finiti al pronto soccorso – Corriere dell’Umbria è stato scritto il 2022-10-07 15:06:00 da Francesca Marruco ed è stato pubblicato su corrieredellumbria.corr.it

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