Il governo non è ancora intervenuto sulla sospensione delle multe ai No Vax. Il ministro Schillaci però sottolinea che “Richiedere le multe allo Stato potrebbe costare più di quanto incasserebbe”.

La questione della sospensione delle multe a over 50, docenti, operatori sanitari, forze dell’ordine e over 50 che non hanno aderito alla campagna vaccinale è ancora in standby. “Il discorso delle multe per gli over 50 che non si sono vaccinati riguarda essenzialmente il Mef e mi sembra ci sia anche una iniziativa parlamentare, un emendamento, a tal proposito. Richiedere le multe allo Stato potrebbe costare più di quanto incasserebbe”, ha spiegato il ministro della Salute Orazio Schillaci ai microfoni di “Radio anch’io” su Rai Radio1.

Il ministro ha anche ricordato “che in Europa solo due Stati avevano introdotto delle multe, ovvero Austria e Grecia ma nessuno ha poi riscosso. Aspettiamo di capire, vediamo quello che accade, ma allo Stato richiedere le multe potrebbe costare più di quello che poi ne potrebbe derivare”. La sospensione delle multe da 100 euro ai No Vax era stata annunciata e poi era saltata. Mercoledì, 30 novembre, sono scaduti i 180 giorni fissati concessi ai non vaccinati per giustificare il mancato adempimento all’obbligo vaccinale, per motivi sanitari o perché nel frattempo hanno avuto il Covid. E le prime contravvenzioni sarebbero già partite.

Si tratta di quasi due milioni di sanzioni che arriveranno a coloro che non si sono vaccinati entro il 15 giugno scorso, data in cui è scaduto l’obbligo vaccinale per gli ultracinquantenni.

L’intervento del titolare della Salute arriva all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale, che si è espressa a favore dell’obbligo vaccinale introdotto dal governo Draghi nel 2021 per alcune categorie professionali e gli over 50, respingendo i ricorsi dei No Vax.

La Consulta ha ritenuto inammissibili e non fondate le questioni poste da cinque uffici giudiziari. In particolare per i giudici è inammissibile, per ragioni processuali, la questione relativa alla impossibilità, per gli esercenti le professioni sanitarie che non abbiamo adempiuto all’obbligo vaccinale, di svolgere l’attività lavorativa, quando non implichi contatti interpersonali.
Sono state ritenute invece non irragionevoli, né sproporzionate, le scelte del legislatore adottate in periodo pandemico sull’obbligo vaccinale del personale sanitario.
Ugualmente non fondate, infine, sono state ritenute le questioni proposte con riferimento alla previsione che esclude, in caso di inadempimento dell’obbligo vaccinale e per il tempo della sospensione, la corresponsione di un assegno a carico del datore di lavoro per chi sia stato sospeso; e ciò, sia per il personale sanitario, sia per il personale scolastico.

Schillaci ha parlato anche della campagna di comunicazione sui vaccini lanciata dal ministero: “Una campagna che mira a far sì che sia il Covid sia il vaccino anti influenzale possano avere un maggior numero di adesioni tra le popolazioni fragili e gli anziani. Anche l’influenza provocava prima del Covid molte vittime tra gli anziani e vogliamo ribadire l’impegno del governo sul tema”.

Rispondendo poi alle critiche per le difficoltà di accesso ai servizi sanitari per i cittadini meno abbienti, il ministro ha detto che “sono inaccettabili le disparità legate a dove uno risiede e alle sue disponibilità economiche. I mali della Sanità arrivano però da lontano: il Covid ha mostrato di più la fragilità di un Servizio Sanitario Nazionale, che per i continui de-finanziamenti degli anni passati oggi mostra queste difficoltà”. Schillaci ha anche ricordato i 2,4 miliardi in più in manovra, sottolineando che si tratta di un segnale importante anche per i prossimi anni.



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