Quest’anno Positano ha registrato numeri da record, superiore anche al 2019, quindi al periodo prepandemia. In tantissimi hanno scelto la perla della costiera amalfitana per le proprie vacanze o semplicemente per trascorrere una giornata in un luogo incantevole. Dopo due anni di chiusura grande da parte di tutti il desiderio di libertà e di momenti rilassanti e quale meta migliore se non Positano, con la sua indiscutibile bellezza e le sue spiagge?
Sul punto abbiamo sentito Salvatore Russo (“Black”), titolare del ristorante “Chez Black” sulla Spiaggia Grande, uno dei locali più rinomati di Positano: «Abbiamo avuto un’estate eccezionale ma la massa di gente rischia di cacciare le persone “buone”, quelle residenziali. Troppe persone che arrivano sia via terra che via mare, magari solo per farsi un rapido giro di mezz’ora. Questa situazione crea caos e disagi. Bisognerebbe almeno imporre una tassa di ingresso che servirebbe a ridurre il numero di persone che arrivano a Positano ed a contribuire alle spese necessarie per la pulizia e per l’ordine, seguendo magari l’esempio di quanto è stato già fatto a Venezia. Quest’anno è stato indubbiamente un anno eccezionale ma dobbiamo anche prepararci al peggio perché il rischio di una guerra nucleare potrebbe rendere la situazione veramente difficile».
Sulla stessa linea anche Ornella Amitrano, presidente della Pro Loco e titolare del ristorante “La Cambusa”: «Ci vorrebbe qualcosa per gestire l’afflusso ma mi sembra difficile poter applicare la tassa di ingresso vista la conformazione di Positano alla quale è possibile accedere sia via mare che via terra. E’ necessario anche dare un’immagine positiva della città. Quest’anno non è stato proprio il massimo in tal senso perché abbiamo avuto tutti problemi per la mancanza di personale che ha avuto come conseguenza il non riuscire a dare sempre il meglio come servizio. Positano deve ovviamente essere pronta e prepararsi a tutti i tipi di evenienze. Ora il problema principale è quello economico in conseguenza del rincaro delle bollette che rende impossibile mantenere aperto un locale anche d’inverno. E’ però necessario fare qualcosa per la destagionalizzazione puntando sul territorio con un discorso comprensivo tra costiera amalfitana e penisola sorrentina oltre ad organizzare qualcosa che possa attirare le persone».





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