Elezione confermata. Anche se l’ultima parola spetterà al Consiglio di Stato, al quale verrà inviato nelle prossime ore il verbale del controllo sulle schede contestate e riesaminate questa mattina in Prefettura. Giovanni Palli resta sulla poltrona di presidente della Provincia di Pavia. Il controllo delle quattro schede richieste dal Consiglio di Stato – che aveva accolto il ricorso avverso alla sentenza del Tar Lombardia promosso da Angelo Bargigia, ex sindaco di Marzano e candidato alla presidenza di piazza Italia alle elezioni di secondo livello del 18 dicembre dello scorso anno – sembra aver dato esito negativo, non rilevando irregolarità tali da mettere in discussione la nomina del sindaco di Varzi.

Angelo Bargigia, ex sindaco di Marzano, nel pavese: si era presentato candidato alla presidenza della Provincia di Pavia contro Giovanni Palli

«Tutto questo – sono state le parole di Bargigia al termine del riconteggio delle schede svoltosi questa mattina in Prefettura – è stato fatto per fare chiarezza, nel rispetto degli elettori. Le schede visionate ed esaminate questa mattina saranno ora inviate al Consiglio di Stato che si riunirà presumbilmente nel primo trimestre del prossimo anno». Non una parola in più da parte dellìex primo cittadino di Marzano.

Giovanni Palli con la fascia azzurra di presidente della Provincia insieme all’onorevole Elena Lucchini

Giovanni Palli, sindaco di Varzi nonché presidente della Comunità Montana dell’Oltrepò pavese, era stato eletto presidente della Provincia di Pavia il 18 dicembre scorso. Un’elezione che segnò la spaccatura in seno alla Lega provinciale. Se Palli era il candidato ufficiale della segreteria, Bargigia venne messo in campo dalla componente del Carroccio che fa riferimento all’europarlamentare Angelo Ciocca che non aveva accettato la scelta di Palli, giudicata un’imposizione calata dall’alto. Palli vinse per una manciata di voti. E subito dopo lo spoglio Bargigia annunciò ricorso al Tar.

In un primo tempo il tribunale amministrativo regionale respinse il ricorso dell’ormai ex sindaco di Marzano. Ma non il Consiglio di Stato, al quale Bargigia si era appellato dopo la prima bocciatura del Tar. Da Roma arrivò l’ordine di riesaminare le quattro schede contestate nel ricorso presentato da Bargigia. Oggi il verdetto finale.

LA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO

rilevato che l’appellante rappresenta, richiamando dette dichiarazioni, che la valutazione di nullità si riferirebbe:
– a “2 schede scrutinate di colore verde (Fascia E, riferita ai comuni con cittadinanza compresa da 30.001 fino a 100.000 abitanti) che contengono due segni trasversali che partono dal centro del riquadro contenente il nominativo del candidato Angelo Bargigia ed il cui tratto finale esce appena poco al di fuori del medesimo riquadro”;

– “nell’ambito della Sottosezione n. 1 a n. 1 scheda di colore arancione (Fascia B, riferita ai comuni con cittadinanza compresa da 3.001 fino a 5.000 abitanti), recante una riga trasversale con inizio dal centro del riquadro contenente il nominativo del candidato Presidente Angelo Bargigia e termine appena fuori del riquadro”;

– “nell’ambito della Sottosezione n. 2, a n. 1 scheda di colore blu, recante una riga trasversale che partiva dal margine del riquadro contenente il nominativo del candidato Presidente Angelo Bargigia ed arrivava in prossimità dell’intera scheda sul lato opluogo in basso a destra”;

valutata la necessità, in ragione di quanto rilevato, di disporre un approfondimento istruttorio mediante verificazione ai sensi dell’art. 66 c.p.a., stabilendo che:
a) della verificazione è incaricato il Prefetto della Provincia di Pavia, con facoltà del medesimo di delegare funzionari in servizio presso la Prefettura;

b) il verificatore provvederà: a determinare il numero di voti ponderati che
N. 03325/2022 REG.RIC.
avrebbero potuto essere attribuiti all’appellante in ragione delle 4 schede di cui egli assume l’erroneo annullamento e la conseguente cifra elettorale ponderata; a ricercare, tra le schede dichiarate nulle nel Seggio centrale e nelle Sottosezioni 1 e 2, quelle corrispondenti alle schede come sopra descritte, di cui è stato depositato il fac simile in atti, nonché i verbali delle operazioni elettorali in cui, per tali schede, è indicato il motivo del loro annullamento; ad effettuare la descrizione di dette schede e la loro riproduzione in copia conforme da allegare alla relazione descrittiva dell’attività svolta, unitamente ai richiamati verbali, anch’essi allegati in copia conforme;

c) le operazioni di verificazione saranno svolte nel contraddittorio delle parti costituite, previo avviso alle stesse, come rappresentate in atti, da comunicarsi almeno cinque giorni prima dell’avvio delle citate operazioni;
d) al fine di provvedere a quanto sopra indicato, il verificatore dovrà: acquisire i plichi contenenti le schede scrutinate nel seggio centrale e nelle sottosezioni nn. 1 e 2; redigere un verbale in duplice esemplare, uno dei quali da consegnare all’Ufficio depositario, in cui dovrà essere descritto lo stato degli atti acquisiti; procedere, alla presenza delle parti intervenute, all’apertura dei plichi sigillati, redigendo verbale in cui saranno descritte tutte le operazioni compiute e riportate le osservazioni formulate dalle parti presenti.





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L'articolo Provincia, il riconteggio delle schede sancisce la vittoria di Palli è stato scritto il 2022-10-04 12:34:42 da Mario Pacali ed è stato pubblicato su www.informatorevigevanese.it

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