Quali sono le Regioni che rischiano di finire in zona gialla a partire dal 13 settembre? Finora solo la Sicilia si trova nella fascia gialla dal 30 agosto e rischia non solo di rimanerci anche la prossima settimana ma anche di passare in zona arancione nelle prossime settimane se i dati peggioreranno.

Le Regioni che rischiano la zona gialla dal 13 settembre

Per adesso sono sempre Sardegna e Calabria a rischiare la zona gialla da lunedì prossimo. Per entrambe, oltre alla soglia di 50 casi su 100mila abitanti, i dati sono al limite per il superamento dei posti in terapia intensiva oltre il 10% e i ricoveri in area medica sono oltre il 15%. Ancora non è detta l’ultima parola ma la Sardegna, ad esempio, ha parametri da zona gialla sia per ricoverati in terapia intensiva che nei reparti ordinari. Se i dati dovessero rimanere così anche venerdì, quando arriverà il nuovo report ISS, quasi certamente l’isola passerà in zona gialla. Più promesse per la Calabria, che potrebbe rimanere in zona bianca anche la prossima settimana.

La situazione nelle altre Regioni italiane

In merito alle altre Regioni, invece, nessuna rischia di perdere la zona bianca neppure dal 13 settembre. Attualmente, in base ai dati dell’ultimo monitoraggio giornaliero dell‘Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali, la Calabria è arrivata al 19% dei ricoveri in area non critica, la Sardegna si trova al 15%, la Basilicata al 13% e Friuli Venezia Giulia al 9%. Alcune Regioni, invece, hanno visto un peggioramento in merito ai ricoverati in terapia intensiva come Marche e Toscana al 10% e Friuli Venezia Giulia al 9%. Nessuna comunque rischia la zona gialla.

La situazione generale si presenta così: in Lombardia, 4% terapia intensiva, 6% area medica, in Emilia Romagna, 6% terapia intensiva, 5% area medica, nelle Marche Marche, 10% terapia intensiva, 6% area medica.

E ancora in Abruzzo, 2% terapia intensiva, 6% area medica, in Friuli Venezia Giulia, 9% terapia intensiva, 4% area medica, in Basilicata, 3% terapia intensiva, 13% area medica, in Lazio, 7% terapia intensiva, 7% area medica.

In Piemonte, 3% terapia intensiva, 3% area medica, in Toscana, 10% terapia intensiva, 8% reparti ordinari, Calabria, 8% terapia intensiva, 19% area medica, Puglia, 5% terapia intensiva, 8% reparti ordinari, Campania, 5% terapia intensiva, 9% area medica, Veneto, 5% terapia intensiva, 3% area medica, Umbria, 8% terapia intensiva, 7% reparti ordinari. Situazione stabile anche in Liguria: 4% terapia intensiva, 4% area medica, Molise con 0% terapia intensiva, 7% reparti ordinari, Valle d’Aosta con 0% terapia intensiva, 1% area medica, la Provincia autonoma di Bolzano con 7% terapia intensiva, 5% area medica e Provincia di Trento con 0% terapia intensiva, 3% area medica.
Va ricordato, comunque, che rispetto alla zona bianca, cambia molto poco in zona gialla a parte le mascherine anche all’aperto e il limite di 4 persone al tavolo al ristorante.

Vedi anche: Zona Gialla: tutte le Regioni che rischiano il passaggio a settembre e possono cambiare colore



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