da corrieredelveneto.corriere.it

Adriano Galliani, Gianluigi Buffon, Urbano Cairo, Sofia Raffaeli e Ettore Messina (LaPresse)
Adriano Galliani, Gianluigi Buffon, Urbano Cairo, Sofia Raffaeli e Ettore Messina (LaPresse)

Piazze piene, code davanti agli edifici che ospitano i primi incontri con i campioni. La cartolina del giorno inaugurale del Festival dello Sport, il primo post pandemia, quindi senza più limitazioni di pubblico, è quella di una città appassionata ed entusiasta. Un sentimento che pervade tutti gli ospiti all’inaugurazione al Teatro Sociale, davanti alla Trento che conta e molti giovani. Dal presidente Rcs, Urbano Cairo ai numero 1 del Coni, Giovanni Malagò e degli sport paralimpici, Luca Pancalli, passando per il direttore della Gazzetta dello Sport, giornale leader del settore e anima della manifestazione, Stefano Barigelli e del suo vicario, Gianni Valenti, che da responsabile scientifico, coordina il lavoro della redazione nella caccia ai campioni da portare al Festival. Così Trento vive il suo «Momento di gloria», slogan di questa quinta edizione quando, durante l’evento, condotto dai volti tv Federica Masolin e Pierluigi Pardo il numero 1 dello sport italiano esclama: «In Trentino siete 530 mila, vuol dire meno dell’uno % della cittadinanza italiana. Se tutti fossero come i trentini, vinceremmo duecento medaglie d’oro», strappando l’applauso della platea. «Quando ci candidammo all’Olimpiade – prosegue -, la presenza di Val di Fiemme, lago di Tesero e Baselga, che saranno co-protagonisti di Milano-Cortina, ci hanno consentito di vincere»


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Festival dello Sport di Trento, la giornata inaugurale



Il Festival dello Sport e il legame con Trento

Trento incassa i complimenti con orgoglio, consapevole di avere le carte in regola per meritarsele. «Siamo la provincia più sportiva d’Italia», riconosce Maurizio Fugatti. «Quando arriva il Festival è tutta Trento che diventa Festival, non un solo quartiere o una sola zona», aggiunge il sindaco Franco Ianeselli per spiegare la ricetta vincente. Cairo, che ha sempre svolto una funzione di stimolo per la crescita e il successo di questa iniziativa, avanza una curiosa richiesta. «Trento è una città bellissima, molto accogliente, appena ci arrivi ti senti immerso in una positività incredibile per cui, mi piacerebbe, che quando celebreremo il decimo festival ottenere la cittadinanza onoraria! Intanto è bellissimo vedere la popolazione in coda, quando c’è il Festival dello sport, Trento diventa davvero un villaggio olimpico, dove vedi vincitori di medaglie d’oro, campioni del mondo», dice e lo sguardo si abbassa verso il re di giornata: Marcell Jacobs, l’uomo più veloce del mondo, il primo atleta a portare in Italia l’oro della gara delle gare di ogni Olimpiade, i cento metri. Prima di strappare applausi al Teatro Sociale, il velocista azzurro era stato protagonista di un bagno di folla in piazza Dante dove è stata allestita una pista da 60 metri. Lo stesso entusiasmo aveva accolto sin dal mattino due generazioni di atleti: Klaus Dibiasi, il re dei tuffi e l’amico-rivale Giorgio Cagnotto, le ginnaste Sofia Raffaeli, cariche di ori storici ai mondiali e Milena Baldassarri. Un’onda lunga che prosegue con un altro monumento dello sport italiano: Gigi Buffon, eroe di Berlino 2006, che a 44 anni si diverte ancora a parare in B a Parma. Lo ha fatto anche quando è stato chiamato a commentare il delicato momento della «sua» Juve: «Non basta far parte di una squadra per assumere automaticamente il suo dna», dice sibillino il portiere accolto sul palco da un intervento video di Fabio Cannavaro, neo allenatore del Benevento. Non sarà l’unico ex perché poi compare il faccione di Giorgio Chiellini, altro compagno di mille battaglie. Ma il suo giusto momento di gloria lo vive pure Fefé de Giorgi, c.t. della nazionale di Pallavolo reduce dal trionfo mondiale. Applaudissimo a teatro.

Marcel Jacobs e Claudio Marchisio (LaPresse)
Marcel Jacobs e Claudio Marchisio (LaPresse)

Urbano Cairo e l’allarme per il calcio italiano

Tra i 130 eventi di questo Festival uno assume una importanza rilevante: gli Stati Generali del calcio, sabato pomeriggio. «Il calcio italiano vive un momento di grande difficoltà con molti debiti – è la tesi di Cairo -, a causa di una gestione probabilmente sbagliata anche prima del Covid e che la pandemia ha peggiorato. Si tratta di capire bene dove andare, che strade imboccare perché il calcio rischia di andare in default se non cambia». Una ricetta potrebbe essere «puntare sui giovani – aggiunge -. Noi del Torino ad esempio siamo la seconda squadra più giovane del campionato. È molto importante perché i giovani hanno fame, forza e voglia. Ma non basta investire soltanto sui giovani bisogna anche farlo su allenatori che sappiano aspettarli, che sappiano correggere loro i difetti». E perché lo sport italiano possa continuare a vivere Momenti di Gloria, Malagò lancia un appello: «Bisogna fare più figli». E, aggiunge Pancalli, «mettere tutti nella condizione di fare sport». Un messaggio che Sport e Salute ha inteso, come sottolinea il presidente Vito Cozzoli, dopo aver avviato all’attività fisica 1,7 milioni di bimbi. «Mai più bambini a scuola senza sport».

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23 settembre 2022 (modifica il 23 settembre 2022 | 12:28)

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L’articolo Trento, il Festival dello Sport: tutti in fila per i campioni è stato scritto il 2022-09-23 10:26:54 da ed è stato pubblicato su corrieredelveneto.corriere.it

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