“Usciamo a fumare” e scappano senza pagare la cena: così marito e moglie sono diventati l’incubo dei ristoratori di Latina

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Lui si alza per fumare una sigaretta. Lei deve prendere un po’ d’aria. Poi lo sguardo d’intesa: “Amore, facciamo il vento”. Traduzione: scappiamo dal ristorante senza pagare. Così una coppia di Gaeta è diventata l’incubo dei locali di Latina e dintorni.

I due sono due professionisti della fuga, ovviamente a conto ancora da saldare. Lui 44 e lei 42 anni, marito e moglie sono finiti nel mirino dei carabinieri. Sì, perché i titolari dei ristoranti si sono stufati e hanno deciso di denunciare: “Basta, questa è insolvenza fraudolenta”. Così si chiama tecnicamente il reato in cui potrebbero incappare i coniugi con il vizio della truffa.

Il primo colpo è andato in scena a Formia. Era il 30 settembre e, dopo aver pasteggiato a pesce e vino, i due hanno dato un’occhiata al conto e hanno deciso di telare senza troppi complimenti. Quella volta la scusa per iniziare ad allontanarsi dal tavolo è stato un malore. Quando il cameriere ha intuito cosa stesse accadendo, era troppo tardi. Inutile l’inseguimento: quando li ha visti, erano già in auto. Pronti a sgommare verso la prossima vittima.

Eccoci quindi a Minturno. In via Appia, ma lontano da Roma. Qui la coppia ha ripetuto il copione: dopo essersi accomodata, ha ordinato tagli di carne di prima qualità. E una bella bottiglia di rosso, ci mancherebbe. Visto l’importo dell’ordine, circa 90 euro, i due si sono alzati e hanno salutato. Senza pagare.

Fughe da ridere, si direbbe. Ma non per chi le ha subite. Come detto, i due a questo punto rischiano di dover rispondere di insolvenza fraudolenta. Anche perché i ristoratori rischiano: il cliente, anche in casi del genere, ha sempre ragione. O meglio, non gli va torto comunque nemmeno un capello. Si rischia di passare dalla parte del torto.


L’articolo “Usciamo a fumare” e scappano senza pagare la cena: così marito e moglie sono diventati l’incubo dei ristoratori di Latina
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-18 20:32:27 da repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)

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