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La Corte Costituzionale riunita
La Corte Costituzionale riunita

Sono trecento le cause di medici, infermieri e operatori sanitari no vax che pendono davanti ai giudici dei tribunali civili e al tar. E sono tutte cause perse. La decisione della Consulta di gioved primo dicembre, che ha stabilito la legittimit della legge che imponeva l’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari, salva dal baratro sanit pubblica e privata. Perch al di l dei principi sulla salvaguardia della salute pubblica, dal momento che i no vax sono tutti tornati al lavoro, la questione era prettamente economica: se la Consulta avesse stabilito l’illegittimit dell’obbligo, e se di conseguenza gli ospedali, le Usl e le Rsa avessero dovuto risarcire tutti quelli che avevano chiesto arretrati e danni morali per la sospensione dal lavoro, sanit pubblica e privata sarebbero collassate.


Tutela della salute pubblica prevale su libert individuale

Lo studio legale Miazzi Cester Rossi di Padova ha passato gli ultimi due anni a occuparsi quasi esclusivamente di tutelare la sanit pubblica e privata dai ricorsi dei no vax. Sono stati gli avvocati padovani a difendere, davanti ai giudici della Corte Costituzionale, il principio di fondo che, di fronte a una pandemia, la tutela della salute collettiva prevale rispetto alla libert individuale. Il caso infatti era partito da Padova, e riguardava un portinaio–centralinista di una Rsa della Diocesi che rivendicava il diritto a non vaccinarsi, a essere ricollocato al lavoro e a ricevere gli arretrati per i mesi non lavorati. Per l’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio sarebbe stata una batosta da 500 mila euro. Questa cifra moltiplicata per tutti i non vaccinati di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private in Veneto fanno ben comprendere la portata della partita che si giocata il primo dicembre. Delle 300 cause avviate dall’inizio della pandemia una decina erano state sospese perch il giudice aveva sollevato un dubbio ci costituzionalit: gran parte di queste sospensioni arrivano dal magistrato Roberto Beghini di Padova. Ma anche queste verranno giudicate tenendo come base il principio stabilito gioved dalla Consulta.

Gli accertamenti su 3.000 operatori

La decisione presa sulla legittimit del vaccino provocher ora una battuta d’arresto non solo su chi ha fatto causa, ma anche sui 3000 operatori sanitari (medici, infermieri e os) per i quali in corso l’accertamento di violazione all’obbligo. Oltre 130 delle 300 cause sono partite da Padova (una novantina all’Usl 6 e 40 in azienda ospedale Padova), una sessantina quelle dell’Usl Serenissima, seguono l’Usl 4 di San Don di Piave e l’Usll 2 di Treviso con venti casi entrambe, e poi in coda l’Usl 7 di Bassano, Rovigo e Belluno. A Verona i casi sono 15 ma altri sono stati affidati anche ad altri studi legali, una quindicina sono le cause provenienti dalle rsa. E per inciso: qui parliamo solo di casi sanitari, s’immagini il costo sociale dei risarcimenti in tutti gli ambiti lavorativi. Questa una pronuncia che rende giustizia e conforta quanti, nei lunghi mesi della pandemia, hanno comsconfitto dentro le Aziende e le strutture la difficile battaglia del conciliare la cura dei malati di Covid-19 con l’esigenza di garantire i livelli essenziali di assistenza della collettivit spiega l’avvocata Luisa Miazzi. una sentenza importante quella della Corte Costituzionale perch rafforza la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato – sottolinea il professor Carlo Cester -. La stragrande maggioranza dei cittadini, come molte altre volte nei momenti pi difficili della nostra storia, ha deciso di fidarsi della scienza.

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4 dicembre 2022 (modifica il 4 dicembre 2022 | 08:45)

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L’articolo Veneto, sconfitte in serie per i no vax: tutte perse le 300 cause dei sanitari è stato scritto il 2022-12-04 07:40:32 da Roberta Polese ed è stato pubblicato su corrieredelveneto.corriere.it

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