Centri anti-violenza, “donne che vengono da noi punta iceberg”


   “Le donne che vengono da noi (al centro anti violenza) sono la punta dell’iceberg” e dei due femicidi avvenuti recentemente nelle Marche (Ilaria Maiorano e Anastasia Alashri) “nessuna delle due donne aveva mai avuto un contatto con il Cav”. Lo ha detto la psicoterapeuta e criminologa forese Margherita Carlini dell’Associazione Donne e Giustizia in occasione della presentazione di “Break the silence”, le iniziative contro la violenza sulle donne che vedono una convenzione tra l’Università Politecnica delle Marche e l’associazione Donne e Giustizia che gestisce i centri antiviolenza di Ancona, Osimo e Montemarciano.
    Obiettivo della collaborazione, come recita lo slogan è “rompere il silenzio” e spingere le donne a parlare e denunciare. Tra le iniziative previste dalla convenzione anche uno sportello virtuale di ascolto e segnalazione delle violenze rivolto al mondo degli studenti e a quello accademico. La dott.ssa Carlini ha spiegato che lo sportello sarà curato e gestito dalle operatrici del Cav. “Il fenomeno della violenza colpisce soggetti sempre più giovani di età” osserva e “per le studentesse fuori sede c’è un elemento di vulnerabilità”, nel mondo del lavoro “possono manifestarsi campanelli d’allarme, per questo pensare di poter esserci, nell’Ateneo, per noi è molto importante”.
    Lo sportello virtuale inoltre “si avvicina alla modalità che i giovani utilizzano di più: l’idea è quella di una chat, ma anche di videochiamate. Vogliamo facilitare l’accesso e la consapevolezza nelle donne vittime di violenza”. (ANSA).
   

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