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FOGGIA – Un gesto inquietante, che scuote il mondo della giustizia e fa riemergere il clima di tensione che da anni accompagna il lavoro della magistratura in Capitanata.
Nella notte tra sabato e domenica, ignoti hanno esploso colpi di fucile contro l’auto della madre del sostituto procuratore Roberto Galli, parcheggiata a Manfredonia.
Un atto chiaramente intimidatorio, secondo l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), che ha espresso “profonda preoccupazione” e solidarietà al magistrato: «È un attacco vile – si legge in una nota – e segna ancora una volta quanto sia difficile esercitare la funzione giudiziaria in territori segnati da violenza, omertà e potere criminale».
Il sostituto procuratore Galli è titolare di delicate inchieste sul territorio foggiano.
Tra le più recenti, quella che ha portato alla luce un presunto sistema di corruzione, minacce e violenze all’interno dell’azienda municipalizzata dei rifiuti di Foggia.
L’indagine, ribattezzata “Giù le mani”, ha portato al rinvio a giudizio di nove persone: il processo si aprirà a maggio.
Nel frattempo, le forze dell’ordine indagano per ricostruire nel dettaglio il contesto dell’attentato e accertare eventuali collegamenti con l’attività professionale del magistrato.
La vicenda riaccende i riflettori sulla fragilità del tessuto istituzionale in alcune aree del Sud e sul coraggio quotidiano di chi combatte in prima linea per la legalità.
Lo riporta rainews
www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-04-21 20:02:11 da Redazione
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