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Un ragazzo – raccontano gli amici – cocciuto che si poneva grandi domande e coltivava grandi slanci tra fede, solidarietà, musica, e la montagna, che alla fine lo ha tradito
NONANTOLA (Modena) – Nelle parole d’addio di mamma Roberta, di papà Leonardo, emerge la vitalità incontenibile di un ragazzo portato via ad appena 26 anni da un incidente terribile, verificatosi mentre Samuele Guagnano coltivava la sua grande passione per l’arrampicata. In prima fila nell’abbazia di Nonantola gremita da oltre mille persone c’erano anche il fratello di Samuele, Lorenzo, e gli amici – Giacomo e Nicola – che erano con lui sul Monte Legnone in Valtellina quando l’improvviso distacco di un masso glielo ha portato via. Un evento fortuito, imprevedibile, che viene investito dal Vescovo Erio Castellucci e da Don Paolo Monzani, grande amico di Samuele, di un significato più profondo.
A Samuele Guagnano era e resta particolarmente legata la comunità religiosa, rappresentata dagli Scout di cui faceva parte e sottolineata dalle presenze di Don Luigi Ciotti e Don Mattia Ferrari. Nel giorno dell’ultimo saluto Sammy viene ricordato come un concentrato di energia, un ragazzo cocciuto che si poneva grandi domande e coltivava grandi slanci tra fede, solidarietà, musica, e la montagna che amava tanto. Un’anima libera sin dalla tenera età, come ha ricordato il padre, Leonardo, dopo l’omelia.
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