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“Lo spirito della commemorazione di tragedie così gravi come quella di Acca Larenzia, che ha causato il vile assassinio di giovani vite e che rimane tuttora senza giustizia, è tradito dalla riproposizione di gesti e simboli che rappresentano un’epoca condannata dalla storia” scandisce in Aula alla Camera il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo a un’interrogazione parlamentare del Pd. “Nel corso della mia audizione di ieri nella Commissione Segre, in Senato – ha ricordato poi Piantedosi – ho registrato, e la sottolineo, una trasversale distanza di tutte le forze politiche da quei comportamenti che le immagini dei media hanno divulgato. Le Forze di polizia – ha aggiunto il ministro dell’Interno – hanno adottato lo stesso modulo operativo seguito nelle analoghe manifestazioni effettuate negli anni scorsi, frutto di esperienze professionali e di competenze tecniche consolidate, che non mutano di fronte a qualsivoglia manifestazione, pur di diverso estremismo ideologico. Penso, ad esempio, alle recenti iniziative anti-israeliane svolte a seguito della crisi in Medio Oriente”.
“Vorrei evidenziare – ha proseguito il titolare del Viminale – che la commemorazione di Acca Larentia, cui quest’anno hanno aderito circa mille persone, nel passato, con le stesse modalità, ha registrato numeri ben maggiori di presenze, con un picco di tremila nel 2018. La questura di Roma, cui va il mio plauso, ha assicurato lo svolgimento della manifestazione senza che si verificassero incidenti, privilegiando le attività di osservazione, più proficue per l’acquisizione di elementi utili da sottoporre all’Autorità giudiziaria ai fini dell’accertamento dell’eventuale commissione di reati”.
Le immagini del raduno di Acca Larentia, dice Elly Schlein illustrando l’interrogazione rivolta a Piantedosi, “sono impressionanti e inaccettabili, una vera e propria adunata fascista”. Immagini “che sembrano uscire non dal 2024 ma dal 1924”. “Chi grida ‘viva l’Italia antifascista’, viene identificato; chi compie apologia del fascismo rimane indisturbato”.
Sono le bordate della leader dem, che ha firmato l’interrogazione parlamentare al titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, per il Question Time alla Camera. Schlein continua: “Commemorare la morte tragica dei tre giovani morti in via Acca Larentia non può giustificare l’apologia di una dittatura”. La segretaria dem ha ricordato che la legge Scelba “punisce l’apologia del fascismo” e prevede lo scioglimento di organizzazioni che fanno riferimento al fascismo. Di qui la richiesta al governo di procedere in tal senso.
Piantedosi replica: “La questura ha trasmesso alla competente autorità giudiziaria una prima informativa di reato, contestando il delitto di apologia del fascismo a carico di cinque esponenti di Casa Pound, individuati tra i partecipanti, cui seguiranno ulteriori comunicazioni all’esito del riconoscimento e identificazione degli ulteriori convenuti alla manifestazione”. Il ministro dell’Interno aggiunge: “Quanto alle ulteriori iniziative da porre in essere per lo scioglimento di organizzazioni di carattere eversivo, ricordo che la particolare complessità dei presupposti previsti dalla normativa vigente è confermata dalla limitata casistica applicativa sinora registrata e dalla circostanza che governi, anche sostenuti dalla parte politica degli onorevoli interroganti, non hanno mai adottato iniziative in tal senso”.
Ma Schlein si dichiara “profondamente insoddisfatta”: “Non si può parlare di casistica limitata, e continueremo a chiedere la scioglimento di organizzazioni che costituiscono un pericolo”. Infine Schlein ha ricordato che il Pd ha presentato una proposta di legge per “rendere più rigida la disciplina” della legge Scelba.
Ma la leader dem non si ferma qui: definisce “imbarazzante” il silenzio della presidente del Consiglio sui fatti di via Acca Larentia. “La presidente Meloni ha parlato tre ore – ha proseguito Schlein, riferendosi alla conferenza di fine anno -, le bastavano 30 secondi per dichiararsi antifascista”. Per quanto riguarda i “ricatti” a cui Meloni ha detto di non volersi piegare, Schlein ha ribattuto: “Si sta ricattando da sola perché non prende le distanze dal proprio passato”.
“A preoccuparci – ha detto ancora Schlein – sono le ambiguità della destra che torna indietro rispetto a quando diceva che il fascismo era il male assoluto”. Tra esse “le parole del presidente del Senato, che tenta di legalizzare il saluto romano”, che “sono inaccettabili”.
Dopo avere definito “imbarazzante il silenzio della presidente del Consiglio”, Schlein ha ricordato come nel 2008 Meloni fu accompagnata alla commemorazione in via Acca Larentia non solo da Fabio Rampelli, ma anche da Castellino, “condannato per l’assalto della sede della Cgil”.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2024-01-10 16:12:00 da

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