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“Rimbalza dalla Spezia la notizia che ieri all’interno del carcere si è rischiata un tragedia: due detenuti ubicati nella stessa cella hanno litigato tra loro per motivi non noti e uno di loro utilizzando olio bollente, con inaudita violenza, ha provocato gravi ustioni all’altro sul 70 % del corpo, che attualmente è ricoverato a Villa Scassi a Genova. Il detenuto ferito, classe 1990 di origine marocchina, proveniente dal carcere di Torino, è considerato detenuto violento e pericoloso”. Lo rende noto la Uilpa Polizia Penitenziaria, con una nota firmata
“Da tempo – dichiara il segretario del sindacato Fabio Pagani – lanciamo un grido di allarme su possibili nuove tragedie chiedendo la proclamazione dello stato di emergenza della Polizia penitenziaria e la realtà, purtroppo, si è manifestata con tutta la sua crudeltà. E’ successo tra detenuti ma vista la situazione all’interno delle carceri oggi potrebbe succedere nei confronti di chiunque opera all’interno di un carcere ma in particolare della Polizia penitenziaria. Penso che il ministro della Giustizia – continua polemicamente Pagani – deve comprendere che chi conosce veramente il carcere ed è in grado di parlarne con cognizione di causa è solo la Polizia penitenziaria, tutti gli altri, capo Dap compreso, lo fanno solo per interposta persona. Una cosa è fare il direttore, l’educatore, l’assistente sociale, il volontario (con tutto il rispetto dovuto a loro) altra è vivere tutte le ore di servizio a contatto con i detenuti e negli ambienti detentivi. Il carcere della Spezia conta oggi 89 detenuti all’interno. Un carcere alle prese con lavori “fantasma”, chiuso parzialmente – aggiunge il sindacalista -. Peraltro, a nulla servirà nell’immediato il decreto carceri, appena convertito in legge, che, anzi, contiene taluni profili destinati ad aggravare ulteriormente il quadro, così come inutili e a tratti persino pericolose sono le direttive dal tenore ‘armiamoci e partite’ emanate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Mentre la politica è in ferie, in carcere, con 65 suicidi fra i detenuti e 7 nella Polizia penitenziaria nel 2024, si continua a lottare per la sopravvivenza e a combattere”, conclude Pagani.
www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-08-15 13:40:39 da
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