al via il raddoppio ferroviario tra Montebello e Morlupo

al via il raddoppio ferroviario tra Montebello e Morlupo


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A Castelnuovo di Porto si è aperto ufficialmente un cantiere che, pur portando inevitabili disagi temporanei, segna l’inizio di una trasformazione strutturale di portata storica per la ferrovia regionale Roma-Viterbo. Il tracciato, nato nel 1932, è oggi protagonista di un intervento strategico: il raddoppio della tratta extraurbana tra Montebello e Morlupo, chiusa al traffico ferroviario dal 23 giugno per consentire l’avvio delle opere.

Dietro la notizia di cronaca – con la presenza istituzionale dell’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera, insieme ai vertici di Astral, Cotral e ai sindaci locali – si cela una storia molto più articolata. Quella di un’infrastruttura che, per decenni, è stata simbolo di abbandono e inefficienza, e che ora si avvia a diventare uno degli assi portanti della mobilità nel quadrante nord del Lazio.

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Il dettaglio degli interventi

I lavori sono suddivisi in due lotti, per un investimento complessivo superiore ai 180 milioni di euro, fondi che provengono da PSC MIMS, dalla programmazione di coesione europea 2021-2027 e dal FSC 2014-2020. Si tratta di risorse già stanziate da anni ma la cui attuazione operativa ha richiesto un lungo processo tecnico-amministrativo.

Il primo lotto, da circa 108 milioni di euro, interessa principalmente i Comuni di Riano, Castelnuovo di Porto e parzialmente Morlupo. Il progetto prevede il raddoppio della linea ferroviaria tramite un adeguamento in sede con alcune varianti dove necessario. Gli interventi includono:

  • due viadotti in acciaio-calcestruzzo, lunghi circa 103 metri ciascuno;
  • due gallerie artificiali (388 metri e 705 metri), tra cui la realizzazione di una nuova stazione interrata a Castelnuovo di Porto;
  • l’eliminazione di passaggi a livello con contestuali opere viarie per garantire la continuità della rete stradale.

Il secondo lotto, finanziato con altri 58 milioni di euro, si sviluppa nel territorio di Morlupo e prevede:

  • un viadotto ferroviario di 935 metri;
  • la costruzione della nuova stazione Magliano–Morlupo;
  • due svincoli stradali sulla SS Flaminia;
  • sottovia veicolari e un sottovia pedonale per l’integrazione ciclopedonale.

Non si tratta solo di raddoppiare i binari, ma di ridisegnare il rapporto tra ferrovia, territorio e cittadini. Le nuove infrastrutture non saranno più solo linee di collegamento, ma nodi multimodali integrati con la mobilità locale e interregionale.


Servizi sostitutivi e mobilità di emergenza

La chiusura della tratta Montebello–Morlupo ha comportato l’attivazione di un servizio sostitutivo su gomma gestito da Cotral, con fermate nelle stazioni intermedie e connessioni verso i principali nodi della linea FL1 (Stimigliano e Monterotondo), in modo da garantire la continuità del servizio pubblico. Un sistema che, pur non potendo sostituire del tutto la capacità di trasporto ferroviario, rappresenta un compromesso razionale per mantenere la mobilità nei territori coinvolti.

Parallelamente, è scattata la chiusura di un’altra sezione critica: la tratta tra Vignanello e Viterbo, interessata da un articolato intervento di rinnovo completo dell’armamento ferroviario e della linea aerea. In questo caso, i lavori sono finanziati da fondi FSC 2014-2020 (9,5 milioni di euro) e fondi giubilari (15,4 milioni di euro), ai quali si somma un ulteriore investimento regionale di 6,8 milioni per la messa in sicurezza dei passaggi a livello.


Una sfida ingegneristica

Il progetto è ambizioso non solo per l’entità degli investimenti ma anche per la complessità tecnica. Costruire viadotti e gallerie in aree collinari, in prossimità di centri abitati e su linee attive o parzialmente dismesse, comporta una pianificazione ingegneristica sofisticata e uno sforzo sincronizzato tra più attori: progettisti, imprese appaltatrici, enti pubblici e soggetti gestori.

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L’inserimento della nuova stazione interrata di Castelnuovo di Porto, ad esempio, non è solo una questione logistica, ma rappresenta un cambio di paradigma: le infrastrutture ferroviarie si adattano al tessuto urbano, migliorano l’accessibilità e diventano parte integrante della rigenerazione del territorio.


Significato politico e sociale del cantiere

Quando l’assessore Ghera parla di “un’opera attesa da anni”, non usa un’espressione di circostanza. Il raddoppio della Roma-Viterbo è stato a lungo promesso, disatteso, rallentato da ricorsi, rimodulazioni e revisioni progettuali. Con la presa in carico da parte della Regione Lazio nel 2022, il quadro è mutato: è stato elaborato un cronoprogramma concreto e soprattutto sono state messe in campo le sinergie con Astral e Cotral, oggi responsabili rispettivamente dell’attuazione degli interventi e della gestione del servizio sostitutivo.

Ma oltre all’aspetto tecnico e politico, c’è un elemento umano da non trascurare: i cittadini. I pendolari che ogni giorno si spostano per lavoro o studio, spesso affrontando ritardi cronici e carrozze sovraffollate, hanno sviluppato negli anni un rapporto di sfiducia con questa linea. Vedere ora gru, operai e ruspe in azione, significa anche riscoprire una fiducia possibile. Non si tratta di un miracolo improvviso, ma del frutto di anni di battaglie locali, progetti, delusioni e infine programmazione.

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Una visione di mobilità moderna

Il futuro della mobilità nel Lazio passa necessariamente per un potenziamento della rete ferroviaria regionale, che dovrà diventare non solo alternativa all’auto privata, ma asse strategico per uno sviluppo più sostenibile, equo e funzionale. In quest’ottica, la Roma-Viterbo può essere un laboratorio ideale per testare una nuova idea di ferrovia: non più “ex concessa” e periferica, ma centrale e strutturata, connessa a bus, piste ciclabili, parcheggi di scambio.

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Se tutto procederà secondo cronoprogramma, i treni torneranno a circolare regolarmente già prima dell’inizio dell’anno scolastico. Ma la vera sfida sarà nei mesi successivi, quando i lavori proseguiranno nelle ore notturne e la cittadinanza inizierà a percepire i primi benefici di un’opera destinata a cambiare non solo il modo di spostarsi, ma anche quello di vivere questi territori.


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[ad_2] L’articolo al via il raddoppio ferroviario tra Montebello e Morlupo
www.ilquotidianodellazio.it è stato pubblicato il 2025-06-24 07:30:00 da Fabio Vergovich


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