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Parte anche a Modena il piano di smantellamento dei telefonici pubblici. Entro agosto spariranno quasi tutte le cabine telefoniche, che per tanti modenesi riportano alla mente anche a Modena
MODENA – Difficili da trovare, oramai sono fuori dal tempo. Le cabine telefoniche, che hanno segnato generazioni, stanno per andare definitivamente in pensione. Alla fine del 2023 spariranno per sempre in anticipo di tre anni rispetto al previsto, secondo quando deciso da Tim. 16mila postazione su scala nazionale che ancora resistono, per lo più inutilizzate. Si salveranno solo quelle installate in luoghi pubblici come gli ospedali. Una fine sottolineata dai consumi e dai cambiamenti delle abitudini: oramai la copertura radiomobile ha oramai raggiunto il 99,2% del Paese. Proprio l’Italia è uno dei Paesi europei con il maggior numero di chioschi e cabine. In qualche modo di chiude un’poca, ma secondo alcuni potrebbe aprirsene un’altra: nel Regno Unito, ad esempio, le coreografiche red telehpone boxes trovano spazio i defibrillatori pubblici. La prima cabina telefonica pubblica venne brevettata nel 1889 dall’inglese William GRay, dopo avere agato in cerca di un teleono per avvisare i soccorsi che la moglie stava male. In Italia la prima cabina venne installata nel 1952 in piazza San Babila, a Milano
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