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(dell’inviato Michele Esposito)
In bilico tra l’asse
franco-tedesco e gli alleati di Visegrad, tra l’europeismo di
sistema e la frangia che, su alcuni temi, ha scelto da tempo una
via ostinata e contraria rispetto a quella brussellese.
L’andalusa Granada per Giorgia Meloni si trasforma in un nuovo
palco per ribadire il “primo obiettivo” del governo sulla
migrazione: “Combattere i trafficanti”. Ma diventa anche una
nuova tappa del suo percorso europeo, tra dialogo e linea dura.
Al vertice informale dei 27, non a caso, la presidente del
Consiglio ha ricucito con il cancelliere Olaf Scholz, aprendo
un’ulteriore porta alla strategia italiana sul blocco delle
partenze. E allo stesso tempo ha assolto Polonia e Ungheria, che
con il loro veto hanno reso monca la Dichiarazione di Granada.
Il vertice doveva essere innanzitutto quello dell’agenda
strategica Ue e del dossier allargamento. Ma a dominare, alla
fine, è stato il tema della migrazione. Con la spinta decisiva
di Meloni. La premier, di prima mattina, ha visto Mateusz
Morawiecki. Qualche ora dopo, nel Palazzo dei Congressi di
Granada, ha avuto luogo l’incontro più atteso, quello con il
cancelliere tedesco. Un incontro di 45 minuti che, dopo il lungo
scontro su Ong e regolamento delle crisi, si è posto almeno come
una tregua tra Roma e Berlino.
“Scholz è d’accordo sulla strategia italiana in Tunisia”, ha
sottolineato Meloni derubricando le obiezioni tedesche sul
rispetto dei diritti dei migranti da parte del governo di Kais
Saied. E Scholz, in conferenza stampa, ha confermato il
riavvicinamento. “Con Meloni ci siamo compresi, siamo
pragmatici, non lavoriamo gli uni contro gli altri”, ha spiegato
il cancelliere precisando che, sui finanziamenti alle Ong, non
ha deciso lui ma il Bundestag, cioè il Parlamento. Parole al
miele insomma, che non possono però prescindere da un dato: al
governo, in Germania, non c’è solo l’Spd. Le posizioni dei Verdi
sono ben diverse e di certo lontanissime da quelle italiane. E
il clima potrebbe tornare freddo fra qualche settimana, in
occasione della revisione del bilancio pluriennale: i tedeschi
sono infatti molto scettici sulla proposta di Ursula von der
Leyen di mettere 15 miliardi in più sul fronte migrazione.
“Concordo sulle nuove risorse se andranno non al capitolo
migranti ma all’Africa, ad una partnership complessiva”, ha
osservato la premier.
Di certo, a Granada, l’iniziativa dell’Ue con i Paesi
africani sul modello tunisino ha ripreso vigore. E’ stato il
volano che ha unito giovedì attorno allo stesso tavolo Italia,
Gran Bretagna, Albania, Olanda, Francia e Commissione Ue a
margine del vertice della Comunità politica europea. Ed è,
secondo Meloni, una strategia su cui concordano tutti. “Non
permetteremo ai contrabbandieri di decidere chi entra nell’Ue”,
si legge nella dichiarazione di Charles Michel allegata a quella
di Granada. Già, perché come era accaduto a giugno, il
presidente del Consiglio è tornato ad intervenire dopo che
Varsavia e Budapest avevano annunciato il veto al capitolo
migrazione. Con la motivazione di volere l’unanimità delle
decisioni sul dossier e con toni a dir poco bellicosi. “Polonia
e Ungheria sono state legalmente stuprate” sui migranti, è stata
la provocazione di Viktor Orban. “Il Patto dei migranti lo
respingo, la Polonia è e rimarrà sicura sotto il governo del
Pis”, ha avvertito Morawiecki ad una settimana dalle elezioni
polacche.
Il rischio, per Meloni, è che la riottosità dei suoi alleati
aumenti con l’avvicinarsi delle Europee. Per ora la leader di
FdI si mantiene a metà strada, spiegando di “comprendere” le
posizioni di Polonia e Ungheria, che comunque non mettono in
pericolo il Patto sulla migrazione. Un Patto sul quale Meloni,
al pari dei suoi alleati europei, non vede comunque alcuna
svolta. “L’abbiamo votato perché migliora le regole ma non è la
nostra priorità”, ha puntualizzato la premier. Che non ha certo
la stessa fretta dei vertici Ue sull’ok al pacchetto
legislativo: “Non importa quanto tempo servirà – ha detto – ma è
necessaria una soluzione strutturale”. Che è quella di fermare i
flussi.
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www.ansa.it è stato pubblicato il 2023-10-07 17:20:36 da
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