FRANCAVILLA FONTANA – Vetrine vuote e buie. Caro affitti, anticipo di stagioni, vendite on-line: negli ultimi due anni, dieci saracinesche sono state abbassate nel cuore dello shopping tra viale Vincenzo Lilla, via Quinto Ennio e via Michele Imperiali. Al posto di vetrine illuminate c’è ora il buio di serrande polverose e un po’ arrugginite. Sono tanti i cartelli con su scritto «affittasi» o «vendesi», anche per via di affitti proibitivi e caro bollette. Negli ultimi anni molte attività commerciali sono state costrette a chiudere o spostare il proprio negozio in altre zone cittadine. Nella zona di viale Lilla, da quanto è dato sapere, l’affitto di un locale di 120 metri quadri può costare fino a 1.800 euro al mese. Lì dove c’era un rinomato negozio di antiquariato, ora c’è un deposito di un bar-caffetteria della zona; dove c’era «Cannella abbigliamento donna», ad angolo tra viale Lilla e via Di Noi, da anni ci sono quattro saracinesche abbassate.
«Il piccolo commercio è in crisi – dice Francesco Argentieri, titolare del New Atletic Sport -, in questi ultimi anni molti negozi hanno abbassato le serrande. Le cause sono diverse: l’arrivo dei grandi centri commerciali, di Amazon e di altri siti virtuali, il caro bollette, le preoccupazioni delle conseguenze delle guerre in atto. Così, tantissimi posti di lavoro sono spariti e tanti immobili restano chiusi. Perché non tornare a frequentare i negozi, instaurare rapporti umani e non virtuali, scegliere i diversi articoli, misurarli senza la preoccupazione di doverli restituire? Investiamo i nostri soldi in negozi che pagano gli affitti e le tasse a Francavilla Fontana. Questa nostra scelta avrà una ricaduta sulla sanità, sulla scuola, sul welfare. I commercianti di Francavilla Fontana assicurano la massima disponibilità». A tutto questo vanno aggiunte le variazioni climatiche, con i capi di mezza stagione che si vendono sempre meno. «Registriamo un calo delle vendite – riferisce una commessa del Primigi Store di viale Lilla – e questo purtroppo dipende anche dalle temperature. Si tende a spendere meno con questa incertezza climatica». Per trovare qualche dato più incoraggiante occorre risalire da viale Lilla a via San Francesco d’Assisi. «Non possiamo lamentarci – fanno sapere da Paola Riva abbigliamento donna -, registriamo le stesse vendite di ogni anno, possiamo dire che per adesso va bene, come da aspettative». Anche l’ambulantato non gode di ottima salute. «Purtroppo – spiega Tommaso Attanasi, segretario provinciale per Brindisi e Taranto dell’Associazione degli ambulanti d’Italia – la situazione delle aree mercatali è di profonda crisi. I motivi sono diversi: vendita on-line, concorrenza cinese, asfissianti tasse statali e comunali, le continue aperture di grandi distribuzione di vendita. Oltre a questi aspetti, ci sono i Comuni che non adempiono al riordino dei mercati e alla loro valorizzazione. Il problema dei negozi di vicinato che chiudono è dovuto a un mercato che sconta una enorme concorrenza».
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