“Bianco & Nero”: dove va la politica italiana?

“Bianco & Nero”: dove va la politica italiana?




In questa puntata si commentano le continue giravolte dei leader di partito, alla guida di partiti che hanno ormai perso il contatto con l’elettorato.

A “Bianco & Nero”, l’approfondimento settimanale di “ViViItalia Tv”, l’esperto in comunicazione e analisi politica, Gianfranco Merlin, e il direttore de “il NordEst Quotidiano”, Stefano Elena, s’interrogano su dove vada la politica italiana, una politica che pare avere smarrito la dritta via, tra le continue capriole carpiate e le svolte a “U” dei vari leader di partito alla testa di “macchine” elettorali troppo personalizzate che hanno da tempo perso il contatto con l’elettorato che li ripaga con astensioni da Guinness dei primati.

Da Matteo Salvini alla guida di una Lega ormai incapace di fare passare al governo la sula linea politica, ad una Giorgia Meloni che ha scontentato molti con il voto a favore di Fratelli d’Italia all’invio delle armi ai belligeranti ucraini, a un Enrico Letta che, alla testa di un Pd in crisi di idee, non trova di meglio che tirare fuori dalla naftalina delle proposte farlocche la concessione automatica della cittadinanza a tutti gli immigrati, regolari e non, che abbiano compiuto in Italia almeno un ciclo di studi quinquennale. E che dire dell’ululato solitario della formazione piccola piccola Noi con l’Italia di Maurizio Lupi che con il suo voto ha fatto da ago della bilancia dando il via libera alla futura tosatura fiscale degli italiani possessori di quattro mura?

Non si può tralasciare un pentasellato Luigi Di Maio che, seppur migliorato nella dizione e nella presenza, rimane quello che era, una sorta di re Mida all’incontrario che lascia danni dovunque tocchi e passi, dal ministero allo Sviluppo economico al Lavoro, fino agli Esteri dove, non pago della secca lezione di diplomazia impartitegli da una vecchia volpe del settore come il ministro agli esteri russo Seghej Lavrov, non ha trovato di meglio che paragonare il leader russo Vladimir Putin a peggio di un animale. Di fatto, non ci si meraviglierebbe neppure troppo se dalla Russia venisse lanciato un bel missile sulla Farnesina, Di Maio presente.

Ancora una volta, la politica italiana anche nella drammatica contingenza di guerra, dimostra di avere tante idee ma ben confuse, una sorta di maionese impazzita dove c’è dentro tutto e il suo contrario. Una situazione di cui pare approfittare il premier Mario Draghi, evidentemente arcistufo dell’armata Brancaleone che gli è toccato di guidare, imponendo la propria linea politica ai vari partiti, fottendonese allegramente dei loro tentativi di distinguo, ben sapendo di avere quell’arma ben più potente e temuta di un’atomica che si chiama elezioni anticipate che scatterebbero inevitabilmente se lui facesse fagotto.

Buona visione.

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00:00 introduzione

01:00 i fatti della politica della settimana, con Salvini protagonista incontrastato del traccheggio

02:30 l’approvazione in commissione per un voto solo e contrario tutto il centro destra alla riforma del catasto

05:00 sul catasto come su altre voci la Lega non riesce ad incidere

06:00 sulle concessioni dei balneari Salvii ha votato contro le promesse fatte ai titolari dei bagni

06:45 il voto a favore dell’invio di armi agli ucraini da parte di Fratelli d’Italia e il fiancheggiamento di fatto alle parti in conflitto dell’Italia

08:00 la necessità di un cambio di passo dell’Unione europea

09:15 Di Maio ha dato dell’animale a Putin: rischia una dichiarazione personale di guerra

10:30 Enrico Letta lancia il jolly dello ius soli legato allo ius culturae

11:30 il caso della citofonata di Salvini allo spacciatore bolognese

13:00 Salvini è difeso da una valente legale come Claudia Eccher

13:50 anche in Italia c’è un problema di pluralismo dell’informazione

15:00 la politica del non decidere o del traccheggio allontana gli elettori dalle urne e dalla politica

16:45 il problema della personalizzazione dei partiti che ha cancellato qualsiasi cursus honorum

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