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MARINA DI GROSSETO. Bambino con un piccolo Sup viene portato al largo fra le onde e rischia di affogare, almeno a 60-70 metri dalla riva. Il padre accorre quando il bimbo è già sott’acqua e riesce ad afferrarlo. Poi arriva il proprietario del centro kite, il Kite Angels, al km 31 fra Marina e Castiglione e, insieme, riescono a metterlo in sicurezza.
Intanto, però, altri due adulti si tuffano e uno di loro, sopraffatto dalle onde, forse per aver bevuto, rischia anche lui di affogare.
Alla fine, dopo 40 minuti a lottare con la forza del mare, tutti sono riusciti a tornare a riva. Il proprietario del Kite Angels, Lorenzo Leoni, stremato, è quasi svenuto.
Sono stati momenti di paura quelli vissuti lunedì 7 pomeriggio nella meravigliosa spiaggia, a metà del golfo fra Marina e Castiglione, paradiso dei surfisti e degli amanti del kite.
Il giorno successivo, martedì 8, con condizioni appena migliori, un altro ragazzo è stato salvato, poco più a sud, al bagno Miramare, dalla campionessa di pugilato Emanuela Pantani.
È successo nel tardo pomeriggio. In quel momento il vento di libeccio spazzava la spiaggia e il mare era grosso, con onde sopra al metro.
Il bambino, 9 anni, stava giocando praticamente a riva con un piccolo Sup, le tavole sulle quali si sta in piedi, quando la corrente lo ha trascinato al largo.
Quando il padre ha visto cosa stava accadendo si è tuffato. E lo ha fatto in tempo, perché quando ha raggiunto il figlio, questo aveva perso il Sup ed era già sott’acqua.
Un attimo dopo si è tuffato anche Lorenzo Leoni, che li ha raggiunti. Sono riusciti a far salire il bimbo sul Sup e farlo vomitare, ma c’era il problema di tornare a riva.
Così si sono tuffati altri due adulti, un italiano residente in Germania e un imprenditore. Ma anche il primo, a metà strada, si è sentito male, forse per aver bevuto acqua salata e anche lui è andato in forte difficoltà e ha iniziato a chiedere aiuto.
In 4 in mare per 40 minuti, fra le onde
«Il bimbo era al confine del canale di lancio – racconta Lorenzo Leoni – in spiaggia libera. Alla fine è andata bene, ma sono stati 40 minuti terribili. Non riuscivamo a riavvicinarsi alla riva, la corrente ci spingeva al largo, le onde erano grosse. Poi piano piano ci siamo avvicinati. A quel punto è entrato in acqua anche un nostro istruttore e abbiamo raggiunto la battigia».
«Io mi sono sentito male, ero stremato, ma mi sono ripreso in fretta. Poi grandi abbracci, ma ce la siamo vista davvero brutta. Quando il mare è così occorre molta attenzione, soprattutto in zone di spiaggia libera come questa».

www.maremmaoggi.net è stato pubblicato il 2025-07-09 10:11:08 da MaremmaOggi


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