Caldo record e malori in aumento: in Puglia arrivano 26 nuove ambulanze ma il Foggiano ne riceve solo una


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FOGGIA – Con l’ondata di calore che sta attanagliando la Puglia, con temperature che sfiorano i 40 gradi, l’incremento di malori, in particolare sulle spiagge e nei cantieri, ha spinto la Regione ad agire.

Come ogni anno, è stato dato il via libera al potenziamento del servizio di emergenza 118, con l’attivazione di 26 ambulanze aggiuntive su tutto il territorio regionale.

Tuttavia, la distribuzione dei mezzi solleva interrogativi, specialmente per la provincia di Foggia, che ne riceverà soltanto una.

La ripartizione delle nuove ambulanze è stata decisa tenendo conto della “pressione antropica”, ovvero l’afflusso di turisti che si concentra maggiormente nel Salento.

Ed è proprio il Salento a beneficiare maggiormente di questo potenziamento, con 8 ambulanze aggiuntive assegnate al 118 di Lecce, dislocate lungo le coste.

Seguono Bari con 6, Taranto e Brindisi con 5 ciascuno, mentre a Foggia e nella BAT (Barletta-Andria-Trani) ne è stata assegnata una sola per provincia.

Nonostante non si sia ancora in una fase di emergenza conclamata, i dati parlano chiaro: nell’ultimo mese, le richieste di soccorso ai 118 della Puglia sono aumentate complessivamente del 6%, con una netta correlazione ai malori legati al caldo.

Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis 118 e coordinatore del 118 della provincia di Taranto, conferma: “Il caldo rappresenta il fattore potenziante di malori e traumi. Sono in particolare gli arresti cardiocircolatori in spiaggia e nei cantieri ad incidere sulle richieste di intervento. In questi casi, ogni minuto è pregiato perché si tratta di patologie tempo-dipendenti in cui arrivare presto può letteralmente salvare delle vite.”

Ambulanze Senza Medico: Una Soluzione Necessaria per Tamponare la Carenza

In un contesto di cronica carenza di medici nel servizio 118, le nuove ambulanze, pur operando senza medico a bordo, sono considerate una “manna dal cielo”. Fabiola Giannoccaro, dirigente del 118 di Lecce, spiega: “Si tratta di mezzi preziosi che potenziano per i mesi estivi il nostro parco macchine.

Si tratta di ambulanze con defibrillatore, a bordo delle quali viaggiano tecnici del soccorso addestrati ad effettuare le prime manovre salvavita, a effettuare il massaggio cardiaco e a immobilizzare in caso di trauma.” La loro dislocazione strategica lungo la costa, dove si concentra la maggior parte dei turisti, permette interventi tempestivi che “consentono di intervenire in maniera tempestiva e salvare in questo modo davvero tante vite”.

Oltre alle ambulanze, nel Salento sono state attivate anche due idromoto per interventi rapidi in caso di malori in mare o sulla costa, spesso in collaborazione con la Guardia Costiera. Sono posizionate una sullo Ionio, nella marina di Torre Chianca di Porto Cesareo, e l’altra sull’Adriatico, nella marina di Torre Chianca di Lecce.

La Sfida della Carenza di Personale e le Soluzioni Temporanee

Le ASL, in particolare quella leccese, si stanno preparando ad affrontare la stagione più impegnativa dell’anno, caratterizzata da un elevatissimo numero di chiamate e, paradossalmente, dalla carenza di personale, ulteriormente aggravata dalle ferie estive.

La dottoressa Giannoccaro riconosce il grande impegno del personale, che “lavora con grande abnegazione e con grande senso di responsabilità ha organizzato le ferie estive senza sovrapposizioni”. Tuttavia, la carenza di medici rimane un problema a livello nazionale, a causa di una professione “poco attrattiva, anche economicamente”.

Per arginare l’emergenza, ASL e Regione stanno sperimentando diverse soluzioni. Tra queste, l’aumento dei compensi orari a trenta euro per i medici che effettueranno straordinari durante l’estate, una proposta che però non entusiasma i professionisti già oberati dal superlavoro. È stato inoltre pubblicato un bando per reclutare medici in pensione nel 118, una pratica già adottata da qualche anno nei Pronto Soccorso.

Per ottimizzare gli interventi, i medici “viaggiano sulle auto mediche perché ciò consente di coprire porzioni più vaste di territorio e ottimizzare gli interventi”, spiega Giannoccaro.

L’implementazione dell’organico è un processo complesso: “i neolaureati sono pochissimi, i concorsi vanno deserti e la specializzazione richiede 5 anni, quindi ci vorrà del tempo perché il gap venga colmato”. Nel frattempo, si farà affidamento sui medici in quiescenza, con la speranza di coinvolgere chi “magari ha già lavorato nel 118 e se la sente di continuare”.

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www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-07-04 15:08:52 da Redazione


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