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C’è un filo che lega Italo Calvino – grande scrittore e raffinato intellettuale, al quale è dedicata la mostra ‘Sfida al Labirinto’ alle Terme di Caracalla con cui Roma lo ricorda nel centenario della sua nascita – alla canzone d’autore italiana e in particolare a Fabrizio De Andrè e Francesco Guccini, a Luigi Tenco e Francesco De Gregori. “E’ una storia poco nota, ma che vale davvero la pena di riscoprire”, risponde Giulio Carlo Pantalei, musicista e scrittore, curatore dell’esposizione romana, intervistato dalla AdnKronos.
“Nel 1958 – racconta – Calvino contribuisce a fondare il collettivo politico, artistico e musicale ‘Cantacronache’, assieme al suo grande amico Sergio Liberovici; e compie i suoi esperimenti per contrastare quella che definisce ‘canzone gastronomica’, ovvero la canzonetta tipica del Festival di Sanremo buona solo per le classifiche di vendita dei dischi e per essere fischiettata senza far pensare e riflettere. Invece, per Calvino, la poesia e la musica assieme vantano una storia secolare e occorre riportare il contenuto delle cronache reali della vita all’interno del mondo della canzone”.
Questo intendimento di traduce “nei primi tentativi fra scrittura e musica che in qualche modo possono essere considerati come fondatori della canzone d’autore italiana e del canto di protesta. Brani come ‘Dove vola l’avvoltoio’, ‘Oltre il ponte’, ‘Canzone triste’, saranno poi fondamentali per De Andrè, per Guccini, per Tenco, per De Gregori, a detta degli stessi diretti interessati, che lo omaggeranno puntualmente e in modo trasparente. Ad esempio, nella ‘Guerra di Piero’ di Fabrizio De Andrè vengono riprese pari pari due strofe da ‘Dove vola l’avvoltoio’ di Calvino e Liberovici…”.
(di Enzo Bonaiuto)
www.adnkronos.com è stato pubblicato il 2023-11-24 18:21:02 da [email protected] (Web Info)

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