Carceri, indegne condizioni di detenzione


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Il comunicato dell’associazione “Abbattiamo Le Mura”

VERCELLI – Riceviamo e pubblichiamo

Un elemento chiave nella riflessione sulla situazione carceraria in Italia è la tutela costituzionale garantita a ciascun individuo, anche quando si trova privato della libertà.

La Costituzione, nell’articolo 27, comma terzo, impone che le pene devono rispettare la dignità delle persone, vieta i trattamenti inumani, e stabilisce che le pene devono funzionalmente essere sottese alla rieducazione del condannato. Il medesimo articolo tutela il detenuto dalla tortura e da trattamenti inumani o degradanti. La Costituzione italiana, quindi, sottolinea il concetto di rieducazione e riforma come scopo della pena.

Inoltre, l’Articolo 3 della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU), costituisce una pietra miliare nel quadro normativo internazionale, offrendo un’impronta normativa di primaria importanza in materia di diritti umani. La disposizione, infatti, stabilisce inequivocabilmente il divieto di tortura, di trattamenti inumani o degradanti, sottolineando il principio irrinunciabile della dignità umana.

L’articolo richiamato impone un obbligo positivo agli Stati membri di adottare misure atte a prevenire qualsiasi forma di trattamento disumano o degradante.

Siamo consapevoli che tutto ciò non avviene in Italia in dispregio e violazione delle richiamate normazioni.

È per questo che sui capisaldi costituzionali dello Stato di Diritto ed europei, occorre creare una coscienza unitaria non solo della cittadinanza carceraria, ma della società civile in uno Stato che voglia definirsi autenticamente democratico.

Un manifesto dei diritti dei diversamente liberi, che di per sé è già enunciato nei principi richiamati.

Il mondo indifferente fuori dalle carceri, studenti, operai, impiegati… il mondo degli studenti, degli universitari, il mondo del lavoro e tutta la società civile non può restare insensibile ad una problematica oggi tenuta circoscritta inframurariamente, ma che invece riguarda tutti sotto il profilo morale ed etico.

Una enorme cittadinanza carceraria, oggi, subisce indegne condizioni di detenzione.

È per questa fondamentale ragione che Il Presidente dell’Associazione “Abbattiamo Le Mura” e il Vice Presidente Giuseppe Saverio Baratta, unitamente con il Coordinamento dei Diritti Umani di Nadia Di Rocco, da tempo impegnati nella lotta “Emergenza Carceri” contro il sovraffollamento e l’emergenza suicidi si sono resi promotori di azioni a sostegno dei diritti umani per fronteggiare le condizioni di abbandono e di degrado nelle quali versano i detenuti.

Le azioni proposte a tutela della dignità e della personalità dei detenuti saranno presentate nel corso della giornata di oggi 24 luglio 2024.

COMUNICATO STAMPA


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www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2024-07-24 14:41:34 da Andrea Borasio


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