Carceri, l’inferno di Sollicciano e La Dogaia. Santa Caterina “isola fel…

Carceri, l’inferno di Sollicciano e La Dogaia. Santa Caterina “isola fel…


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di Ilaria Lumini

PRATO – Richiesta di autopsia e accertamenti a 360° sulla sera di tumulti nel carcere della Dogaia, terminati poi con il ritrovamento del detenuto morto suicida in cella. Richieste alla magistratura di Prato presentate dall’avvocato del giovane, Andrea Borghini del Foro di Firenze.

Il 26enne italiano, detenuto a La Dogaia per reati contro il patrimonio, stava scontando un cumulo di pena di 8 anni, fino al 2032. Si è impiccato la notte tra il 26 e il 27 luglio, notte in cui il carcere di Prato è stato teatro di gravi disordini con un tentativo di rivolta da parte di circa venti detenuti della Prima sezione.

Sit in davanti al Tribunale

E’ il quinto suicidio in un anno a La Dogaia ed è per questo che ieri sera davanti al Tribunale di Prato si è svolto un sit-in “Basta morti in carcere”. Una mobilitazione organizzata anche dalla Camera Penale di Prato. Ed è proprio il presidente Federico Febbo che spiega che “I casi di suicidio in carcere non vengono sottoposti ad autopsia, per questo chiediamo l’esame medico sul corpo del 26enne perché non è chiaro il motivo che ha generato il gesto estremo”.

Il suicidio del 26enne è il 60esimo avvenuto nelle carceri italiane nel 2024. Il 6 luglio un giovane di 20 anni si era tolto la vita al carcere di Sollicciano impiccandosi alle sbarre della cella. In seguito alla morte del giovane esplosero proteste che portarono all’inagibilità per incendio della Sezione IV e V della struttura penitenziaria.

Carceri, l’inferno di Sollicciano e La Dogaia. Santa Caterina “isola fel…

Ad oggi nel carcere fiorentino, a Scandicci, sono detenute 504 persone, di queste, 50 sono donne. Un sovraffollamento di circa 100 detenuti rispetto alla capienza. Gli agenti di Polizia penitenziaria sono 400, ma ne mancano 70 affinché l’organico sia efficiente.

Nella sezione maschile le celle, normalmente da due persone, a causa dell’inagibilità delle due sezioni, sono diventate da tre.

“Sollicciano è in sovraffollamento e questa situazione si registra anche sul piano nazionale. Il Governo deve prendere provvedimenti per decongestionarle, come l’amnistia e l’indulto”, spiega Eros Cruccolini, garante dei detenuti di Firenze. Nelle carceri italiane si registra, in tutto, un sovraffollamento di 15mila unità a fronte di una massiccia mancanza di agenti di Polizia penitenziaria.

Il corridoio di un carcere (foto d’archivio)

“La condizione di vita nelle carceri è importante perché i detenuti non si facciano del male. A Sollicciano abbiamo richiesto il progetto di un nuovo padiglione con nuove celle più ampie, con doccia, cucinotto, aria condizionata d’estate e riscaldamento d’inverno. Tutte cose che Sollicciano non ha. Noi combattiamo da anni con il caldo e il freddo. Le situazioni di criticità in carcere cerchi di superarle creando spazio di socializzazione e convivialità. La biblioteca, la scuola, il teatro, gruppi di lavoro… questo aiuta molto i detenuti che non si sentono inutili. Ma per organizzare al meglio ci vuole personale e a Sollicciano mancano agenti. Non riusciamo ad avere educatori e il ruolo degli educatori è importante”, conclude Cruccolini.

Se a Sollicciano e La Dogaia la situazione è di allarme rosso, il carcere di Pistoia Santa Caterina in Brana, media sicurezza, può essere considerato “un’isola felice”. Sulla base degli ultimi aggiornamenti, a oggi sono 71 i detenuti su una capienza di 50. Celle singole per quelli con pena definitiva e celle collettive, massimo cinque persone, per quelli in attesa di giudizio. “Un lieve affollamento ma contenuto” evidenzia il garante dei detenuti di Pistoia, avvocato Tommaso Sannini.

Nel carcere di Santa Caterina in Brana vige il sistema di celle aperte, questo vuol dire che i detenuti sono liberi di spostarsi liberamente in determinate zone della struttura e in fasce orarie: dalle 7 fino alle 13 e dalle 15 fino alle 19. Anche nel carcere di Pistoia troviamo la sala biblioteca, una palestra, la scuola, attività educative come il teatro oltre a un team di psicologhe ed educatrici.

“Pistoia è una realtà migliore rispetto alle altre ma il sistema carceri in Italia è in sofferenza. E’ necessario un provvedimento di indulto per diminuire il carico dei detenuti a livello nazionale. L’estate in carcere, per il grande caldo, è il periodo peggiore e la situazione è incontrollabile”, conclude Sannini.

[ad_2] Leggi tutto l’articolo Carceri, l’inferno di Sollicciano e La Dogaia. Santa Caterina “isola fel…
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-07-30 15:46:00 da Ilaria Lumini


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