Carlo Verdone apre l’album dei ricordi: “Quelle partite a pallone dopo aver saltato la scuola e il primo gol di mio figlio”

Carlo Verdone apre l’album dei ricordi: “Quelle partite a pallone dopo aver saltato la scuola e il primo gol di mio figlio”


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“Quando facevo ‘sega’ a scuola a scuola, venivo in questo campo con i miei amici e il custode, dietro il pagamento di una piccola tassa, ci faceva giocare un’oretta. Mio figlio, da piccolo, ha disputato le sue prime partite di pallone proprio qui, e il suo primo gol fu uno dei momenti più belli della mia vita”. Parola dell’attore e regista romano Carlo Verdone, ospite dell’inaugurazione nel campo del Trastevere Calcio, in via Vitellia a Monteverde vecchio, di un’installazione artistica in travertino, formata da cinque lastre su cui è incisa la storia della società amaranto-oro nata nel 1908.

Lo storico club romano ha visto tra i suoi giocatori un Francesco Totti che a nove anni scendeva in campo con i bambini di tre anni più grandi. Tra i simpatizzanti ci sono stati Bernardo Bertolucci e Pier Paolo Pasolini. Il quartiere di Monteverde Vecchio, dove si trova il campo, nel corso degli anni ha visto passare per le sue vie dei nomi titanici, dal mondo del cinema (come Sergio Leone) alla letteratura. “Basti pensare che Pier Paolo Pasolini viveva a Via Fonteiana, a due passi da qui, nello stesso stabile di Bernardo Bertolucci – spiega il presidente del Trastevere, Pier Luigi Betturri -. Pasolini, come si sa, era un grande appassionato di calcio, appena poteva correva a giocare. Purtroppo al giorno d’oggi personaggi del genere mancano”.

E’ proprio in quest’area di Roma che si svolge ‘Ragazzi di vita’, tra le maggiori opera di Pasolini. Uno dei co-protagonisti del libro, ‘er Pecetto’, era presente oggi all’evento del Trastevere Stadium, incastonato nel parco di Villa Pamphili dove si giocò la prima partita di calcio in assoluto disputata a Roma, nel 1892 fra due squadre formate da un gruppo di seminaristi, il Venerabile Collegio Inglese, che già praticavano il football, all’epoca ancora sconosciuto nella capitale italiana.

Ma, tornando a Pasolini, quelli erano altri tempi, e il calcio di quei tempi, a sentire Verdone, “aveva molta più poesia, che adesso purtroppo si è persa: bisogna essere un pò nostalgici”.

La prima mossa da fare, per l’artista, sarebbe ricominciare dai giovani dei vivai, “altrimenti le bandiere come i Totti, i Del Piero, i D’Amico non ci saranno più, ed è doloroso, perché quei giocatori sono il motore della squadra”. Per tornare a quel calcio là, serve anche l’onestà, e le ultime vicende legate al calcio scommesse hanno lasciato amarezza in Verdone: “Il calcio è divenuto troppo un business”. L’attore, nato a Ponte Sisto e ora residente a 500 metri dall’impianto amaranto-oro, si consola con l’invito di venire a vedere una partita del Trastevere, e con una maglia bianca celebrativa, con la scritta Verdone e il numero uno.

Nonostante l’indubbia bellezza del suo campo, il Trastevere Calcio avrebbe bisogno di un impianto sportivo adatto al professionismo per salire di livello: “Con il sindaco Gualtieri stiamo lavorando per un impianto da 2500-3000 posti a Bravetta – dice il presidente Betturri, che ha anche fatto parte del board della Fondazione Bambino Gesù – – Il percorso è più o meno allo stesso punto di quello raggiunto dalla Roma per il suo stadio: teniamo le dita incrociate, sappiamo che la burocrazia, in particolare a Roma, ha i suoi tempi…”.

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roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-18 19:48:58 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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