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Andiamo a Caldaro: non c’è da aggiungere altro. L’abbiamo già fatto, possiamo rifarlo: sapete tutti cosa. Stessi tubolari, stesso popolo giallonero, stessa squadra favorita e poi noi, semplicemente Mastini. Con una squadra che si fonda sulla stesso hockey sense di Marcello Borghi, che vede un attimo prima dove andrà a finire il disco (le azioni del 2-0 e del 3-0 sono il simbolo della partita), ma anche sulla capacità di restare immobile e ipnotizzare gli avversari di Arturo il muro Ohandzhanian (incredibile la parata su Iori del secondo tempo: sembrava un duello da Far West o un surplace del ciclismo, questione di un secondo di troppo e sei morto), su un ritrovato – ritrovato nelle cadute – equilibrio del gruppo nel momento decisivo della stagione.
Caldaro-Varese: chi non muore, si rivede. E i Mastini, quando non muoiono, diventano l’avversario peggiore del mondo. Dopo…
www.varesenoi.it è stato pubblicato il 2025-03-06 23:13:00 da Andrea Confalonieri

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