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17/01/2024
– Discussa in Aula la proposta del Vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Biancani, per smettere di utilizzare i medici a gettone delle società private che costano alla sanità pubblica anche il triplo di un medico dipendente. “Una proposta di buon senso – spiega Biancani – che nasceva dall’esempio della Lombardia, ma che la Regione ha scelto di ignorare, per continuare inevitabilmente a spendere tantissime risorse per i gettonisti”.
“Ritengo – spiega Biancani – che la Sanità pubblica debba puntare all’aumento degli stipendi e alle assunzioni a tempo indeterminato, ma nel frattempo, per risolvere alcune situazioni di estrema criticità, per la carenza di personale, occorre capire come tamponare al meglio la situazione senza creare disservizi ai pazienti e garantendo un equo compenso a tutti i professionisti. Per andare in questa direzione, avevo proposto alla Regione, tramite un’interrogazione, sottoscritta anche dalla Consigliera Vitri e dal gruppo PD, di mettere in campo delle procedure centralizzate a livello regionale, per selezionare direttamente dei medici liberi professionisti con contratti di lavoro autonomo e indirizzarli dove c’è bisogno, in alternativa all’affidamento dei servizi medici alle società private. Personale che doveva essere remunerato con compensi simili a quelli dei medici dipendenti pubblici, per assicurare l’equità retributiva di tutti i professionisti ed evitare la fuga dei medici dal servizio pubblico. Una misura identica, a dimostrazione che tali azioni sono possibili, è stata recentemente attuata dalla Regione Lombardia, che ha anche fissato i compensi, parametrandoli sulla remunerazione dei medici dipendenti, a 80 euro all’ora per specialisti in Anestesia e rianimazione, Terapia intensiva e del Dolore, in Medicina di Emergenza urgenza, e per gli altri specialisti che garantiscono l’attività di Pronto soccorso, e a 40 euro per tutte le altre professionalità. In questo modo la Lombardia punta a ridurre l’impiego dei gettonisti delle società private, che ha un costo elevatissimo e non sempre garantisce lo stesso livello di qualità delle prestazioni, perché ai gettonisti talvolta non vengono richiesti requisiti professionali specifici per la disciplina da esercitare, e sono pagati generalmente oltre tre volte rispetto ai colleghi dipendenti dell’ospedale. In Aula, però, l’Assessore ha ignorato le nostre proposte”.
“Chiedevo anche il finanziamento regionale, per il 2024, dell’incremento della tariffa oraria delle prestazioni aggiuntive di medici ed infermieri operanti nei servizi di Emergenza-urgenza (100 euro per i medici e 60 euro per gli infermieri), eventualmente non coperte dal finanziamento statale in corso di approvazione con il bilancio dello Stato 2024. Una misura, già attivata con fondi nazionali nel 2023, che permette di impiegare il personale interno disponibile a fare più ore, invece che ricorrere al personale esterno gettonista. La misura nazionale è stata circoscritta ai reparti di Emergenza-Urgenza, Anestesia, Rianimazione e Terapia intensiva, per questo ho chiesto alla Regione di valutare un’estensione, con fondi propri, anche al personale di altri reparti in cui ce ne fosse necessità, come ad esempio il Dipartimento di Salute Mentale e Pediatria. Anche su questo fronte non abbiamo ricevuto risposte”.
“Vorrei però ribadire – conclude Biancani – che si tratta, in tutti i casi, di soluzioni emergenziali, per tamponare il problema della carenza di medici dipendenti, giunta ormai a livelli allarmanti, e che sta mettendo a rischio la garanzia dei livelli essenziali di assistenza negli ospedali. Ritengo che per il reale superamento di questo problema serva una deroga, almeno temporanea, agli attuali vincoli di spesa in materia di personale sanitario, che permetterebbe assunzioni a tempo indeterminato, l’aumento degli stipendi e la possibilità di garantire più prestazione aggiuntive. In questo senso il Consiglio Regionale ha già approvato, su iniziativa del Gruppo PD, una proposta di legge inviata alla Camere. Ritengo inoltre che, nel frattempo, il ricorso ai gettonisti debba restare l’ultima soluzione e a patto che si definisca un tetto massimo di legge dei loro compensi, in modo che siano equivalenti alle retribuzioni del personale dipendente neoassunto, affinché non resti più appetibile per i medici lavorare come gettonisti invece che come interni. Su questo ho presentato al Consiglio, come primo firmatario, una proposta di legge da inviare alle Camere, chiedendo anche oggi in Aula, ai miei colleghi della Commissione sanità, di accelerarne la discussione, in modo che possa arriva presto al voto del Consiglio ed essere inviata alla Camere per la discussione nazionale. Mi auguro che tale proposta venga accolta all’unanimità, anche alla luce della volontà della Regione di continuare a usare i gettonisti, che ad oggi, senza la proposta di legge di equiparazione dei compensi, costano molto di più del personale interno e non garantiscono la stessa qualità”.
www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2024-01-17 09:23:56 da

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