com’è finito il caso della fornaia antifascista

com’è finito il caso della fornaia antifascista


[ad_1]

I due controlli della polizia effettuati nel giro di poche ore nei confronti di Lorenza Roiati perché aveva esposto uno striscione antifascista non erano né prevedibili né concordati. Il governo Meloni si smarca sul caso della fornaia e del manifesto comparso ad Ascoli lo scorso 25 aprile, il giorno della festa della Liberazione. Nei giorni scorsi la titolare dell’attività commerciale “L’assalto ai forni” aveva ricevuto la solidarietà dei social ed erano divampate molte polemiche. 

Il controllo della polizia non era “concordato”

La sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla vicenda, rispondendo ad un’interpellanza del deputato del Movimento 5 stelle Giorgio Fede. “L’attività di controllo della polizia locale è stata un’iniziativa non prevedibile, né concordata con le autorità di pubblica sicurezza. Si precisa che nessun operatore della Digos è intervenuto sul posto, come erroneamente riportato da alcuni organi di stampa”, ha spiegato Ferro, intervenuta nei giorni scorsi nell’aula della Camera. Il controllo della polizia era stato ripreso in un video dalla stessa Roiati ed era diventato subito virale sui social. Nel filmato si vedono due agenti della polizia locale in borghese che chiedono spiegazioni sullo striscione, che recava la scritta “25 aprile: buono come il pane bello come l’antifascismo”.  Ferro ha poi ricordato che domenica 27 aprile “lungo viale Alcide De Gasperi, è stato rinvenuto e rimosso un altro striscione, sempre su fondo bianco e con scritta vergata con caratteri di colore nero, sul quale era riportata la dicitura “Da quel forno un tale fetore, che diventa simpatico anche il questore”. Sul retro dello stesso, scritto a penna con caratteri stampatello, risulta riportata la scritta “Blocco studentesco questore”. La sottosegretaria ha spiegato che sull’episodio “è stata redatta apposita informativa all’autorità giudiziaria e sono in corso indagini finalizzate all’individuazione dei soggetti responsabili”. 

com’è finito il caso della fornaia antifascista
La sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro (foto di repertorio Mauro Scrobogna/LaPresse)

“Segnalazioni su scritti vilipendiosi”

La sottosegretaria ha ricordato che “in occasione dei festeggiamenti per l’80° anniversario della Liberazione, al fine di prevenire ogni situazione di possibile tensione”, erano stati predisposti, con un’apposita ordinanza del questore, “articolati servizi di ordine pubblico, in concomitanza con le cerimonie commemorative”. In particolare veniva specificato che “gli operatori impiegati nei servizi di vigilanza avessero cura di segnalare l’eventuale presenza, in prossimità dei luoghi dove veniva celebrata la ricorrenza del 25 aprile, di scritte o simboli vilipendiosi. Tale indicazione era stata estesa anche agli operatori in servizio di controllo del territorio, tenuti ad informare tempestivamente il funzionario responsabile e gli operatori della Digos.” 

[ad_2] Leggi tutto l’articolo com’è finito il caso della fornaia antifascista
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-05-04 09:53:48 da


0 Comments