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L’AQUILA – Dopo una giornata piena di tensioni e di scontri, il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato con i voti della maggioranza di centrodestra la nuova rete ospedaliera abruzzese, un provvedimento che mancava da 25 anni.
Le opposizioni di centrosinistra e del M5S sono uscite dall’aula in segno di profondo dissenso verso la nuova norma.
Il centrodestra ha approvato anche un ordine del giorno nel quale si impegna la Giunta regionale a valutare “opportune modifiche” anche sugli ospedali di Tagliacozzo e Pescina, in provincia dell’Aquila, da attivare con atti aziendali dei direttori generali delle Asl abruzzesi.
Nel documento sono inseriti: la programmazione dei posti letto, la classificazione degli ospedali, la rete per l’emergenza – urgenza, le reti tempo – dipendenti, la rete per la neonatologia e i punti nascita, le reti per patologia, la rete di terapia del dolore, la rete dell’emergenza-urgenza territoriale, la continuità ospedale- territorio, l’ospedalità privata ed infine un focus per i presidi ospedalieri in deroga o riqualificati.
I lavori, cominciati questa mattina all’Emiciclo, all’Aquila, sono stati caratterizzati da numerosi momenti di tensione che hanno portato a una singolare protesta delle minoranze di centrosinistra e del M5S: sui banchi delle opposizioni è stata posizionata una ghigliottina con i loghi di Fdi, Lega e Fi, per denunciare il fatto che la maggioranza di centrodestra volesse attuare la norma ‘tagliola’ ai 671 emendamenti presentati sull’importante tematica.
Le minoranze hanno anche esposto dei volantini: in uno c’è la scritta “Presidente Marsilio, mentre TU ti curi nella TUA ROMA NOI soffriamo nel NOSTRO ABRUZZO”.
In effetti, gli emendamenti sono stati poi cancellati: successivamente, la conferenza dei capigruppo, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì (Lega), ha ammesso cinque emendamenti per ogni consigliere regionale di opposizione.
Tra i punti principali della nuova programmazione è prevista la seguente classificazione dei Presidi Ospedalieri: 8 Presidi Ospedalieri di I livello: PO dell’Aquila, PO di Avezzano, PO di Sulmona, PO di Chieti, PO di Lanciano, PO di Vasto, PO di Pescara, PO di Teramo. 6 Presidi Ospedalieri di base: PO di Ortona, PO di Popoli, PO di Penne, PO di Atri, PO di Giulianova e PO di S. Omero. 2 Presidi Ospedalieri in zone particolarmente disagiate, sede di Pronto Soccorso: PO di Castel di Sangro, PO di Atessa. Qualifica di DEA di II livello nell’ambito delle Reti tempo-dipendenti: San Salvatore dell’Aquila (Rete Stroke Rete Politrauma/Trauma maggiore); SS. Annunziata di Chieti (Rete Emergenze Cardiologiche); Spirito Santo di Pescara (Rete Stroke Rete Politrauma/Trauma maggiore); Mazzini di Teramo (Rete Emergenze Cardiologiche). Attualmente, le discipline più complesse che caratterizzano il DEA di II livello (così come declinate nel DM 70/2015) non sono allocate, nella loro totalità, in un unico Presidio Ospedaliero. La Regione intende pertanto programmare una serie di azioni volte all’individuazione di strutture che rispettino i requisiti previsti dal DM 70 per i DEA di II livello. Previsto quindi un cronoprogramma per l’individuazione che dovrà concludersi a 36 mesi dall’approvazione del documento. Sono identificate due Centrali operative 118, di cui una localizzata nell’Ospedale Civile S.Salvatore dell’Aquila e l’altra nell’area metropolitana Chieti-Pescara.
VERI’: “MOMENTO STORICO PER LA SANITA’ ABRUZZESE”
“L’approvazione da parte del Consiglio regionale della nuova rete ospedaliera rappresenta un momento storico per la sanità abruzzese, che per la prima volta (e sottolineo per la prima volta) dispone di uno strumento di programmazione che ha superato tutti i passaggi ministeriali, a dimostrazione del grande lavoro che è stato portato avanti dal nostro governo regionale”, sottolinea l’assessore Verì, a margine del via libera al documento di reingegnerizzazione dell’assistenza ospedaliera che ha avuto il via libera dall’assemblea legislativa, ultimo passaggio di un iter amministrativo durato quasi due anni e mezzo.
“Un periodo – aggiunge Verì – che non è trascorso a vuoto, ma durante il quale abbiamo portato avanti un confronto serrato sia con i ministeri, sia con i tavoli tecnici, attraversando due diversi governi, due diversi ministri della salute e due diversi ministri delle finanze. Abbiamo sempre difeso con convinzione le istanze della nostra regione, perché non è stato semplice calare in una realtà come quella abruzzese (che, lo ribadisco ancora una volta, ha gli stessi abitanti del Comune di Milano, ma sparsi su un territorio 100 volte più esteso e in gran parte montuoso) i rigidi parametri previsti dalla normativa nazionale. Ci siamo riusciti e credo che questa rete abbia anche un altro merito: quello di aver aperto una riflessione proprio su questo tema e cioè l’applicazione degli standard del DM70 nelle regioni più piccole e meno densamente popolate, del quale potranno beneficiare anche altri territori del Paese”.
Con la rete ospedaliera si completano gli atti di programmazione sanitaria adottati dall’attuale governo regionale di centrodestra: rete territoriale e piano operativo, infatti, sono stati approvati già da tempo. E si vanno ad aggiungere agli altri provvedimenti collaterali, come il piano oncologico, la rete delle malattie rare o quella diabetologica.
La nuova programmazione ospedaliera prevede, tenendo conto dei criteri di efficienza e di complementarietà di discipline in relazione ai bacini di utenza, la seguente classificazione dei presidi:
• 4 ospedali (L’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo) con funzioni hub per le reti tempo dipendenti (rete stroke, politrauma/trauma maggiore, rete emergenze cardiologiche estese);
• 4 ospedali di primo livello (Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto);
• 6 ospedali di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero);
• 2 presidi di area disagiata, sedi di pronto soccorso (Castel di Sangro e Atessa).
Tra le novità principali (rispetto alla precedente programmazione del 2016, adottata con decreto commissariale e dunque mai assentita dai tavoli tecnici ministeriali) spiccano la riclassificazione del presidio di Sulmona quale Dea di primo livello con il mantenimento del punto nascita, per il quale sarà attivato un progetto sperimentale (da sottoporre alla valutazione del Comitato Percorso Nascita nazionale); quella dei nosocomi di Ortona, Penne e Popoli in ospedali di base sede di pronto soccorso; la classificazione dei Presidi medici h24 di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele in stabilimenti ospedalieri rispettivamente degli ospedali di Avezzano, L’Aquila e Chieti, in cui ubicare specifici reparti specialistici; il riconoscimento al presidio di Atessa della funzione di ospedale di area disagiata
Il Tavolo DM 70, lo scorso maggio, aveva inoltre validato il cronoprogramma proposto dalla Regione per provvedere, entro 36 mesi, all’individuazione dei Dea di secondo livello.
“Siamo convinti – prosegue l’assessore – di aver ottenuto il miglior risultato possibile, grazie ad un lavoro di squadra che ha visto protagonisti il presidente Marsilio, il direttore dell’Agenzia sanitaria Pieluigi Cosenza, il direttore del Dipartimento Claudio D’Amario e tutto il personale della Regione e delle Asl che ci ha affiancato per raggiungere questo traguardo. Adesso saranno le singole Asl a dover tradurre la programmazione in servizi, predisponendo i nuovi atti aziendali in un’ottica di rete, integrando i reparti e le funzioni di ciascun presidio in una prospettiva comune a servizio dell’intera regione”.
TAGLIERI (M5S): “LA SANITÀ PUBBLICA ABRUZZESE CADE NELLA RETE DELLA PROPAGANDA DEL CENTRODESTRA”
“Questa Rete Ospedaliera approvata oggi da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, rappresenta la pietra tombale per la sanità pubblica abruzzese. Parliamo di un documento preconfezionato dai tavoli ministeriali romani, con nessuna possibilità di essere modificato o migliorato. Un documento che non tiene conto delle esigenze dei cittadini, dei portatori di interesse e che centralizza ancor di più i servizi a danno delle aree interne. La maggioranza in aula ha parlato di un fantomatico ‘Modello Abruzzo’, che purtroppo non trova fondamento nella realtà che vivono ogni giorno gli abruzzesi. Non viene data nessuna risposta alle grandi criticità: 25mila prestazioni in meno rispetto al passato, mobilità passiva più che raddoppiata, liste d’attesa infinite e carenza cronica di personale”.
Ad affermarlo è il Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, che prosegue: “in questi mesi si è parlato molto di soldi e di liberare risorse per l’edilizia sanitaria, ma non si è parlato di come garantire prestazioni e servizi all’interno degli ospedali, né con quale personale e né con quali strumentazioni! Si parla di nuovi ospedali, che oggi esistono solo su carta, con il rischio concreto di avere tante inutili cattedrali nel deserto, con i cittadini costretti ad andare fuori regione o peggio a rinunciare al diritto alle cure. Questo è il vero scadente ‘Modello Abruzzo’ che il Centrodestra sta imponendo all’Abruzzo con una Rete Ospedaliera che serve solo per avere qualche argomentazione in più nella prossima campagna elettorale. Questo è un documento di programmazione che arriva dopo ben 57 mesi dall’inizio della legislatura, che non vedrà l’attuazione da questa Giunta regionale e che non esprime nessuna decisione sui DEA di II livello, la cui definizione viene demandata a 36 mesi dall’Approvazione. Del resto promettere è più facile che guardare ciò che è stato fatto, altrimenti si dovrebbe certificare un fallimento su tutta la linea”.
“Nelle Commissioni “farsa” orchestrate dal Centrodestra – incalza Taglieri – abbiamo provato a portare la voce dei cittadini e delle loro difficoltà e attraverso i nostri emendamenti di merito abbiamo provato a ripristinare servizi e tutelare le prestazioni negli ospedali. Ma la maggioranza, con una arroganza istituzionale senza pari, ha silenziato prima le tutte opposizioni e poi i portatori d’interesse, troncando ogni possibilità di dialogo. Del resto lo sapevano già dall’inizio che quel documento non poteva essere cambiato di una virgola, altrimenti avrebbero preso l’ennesima bocciatura dai tavoli ministeriali.
La realtà dei fatti è che la Rete Ospedaliera in Abruzzo arriva tardi, non traduce la necessità dei territori. Stanno giocato con la speranza degli abruzzesi di veder garantito un diritto fondamentale come quello alle cure e di avere un Servizio Sanitario regionale a misura di cittadino. Oggi, purtroppo si è scritta l’ennesima brutta pagina a firma del Centrodestra di governo”, conclude.
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Leggi tutto l’articolo CONSIGLIO ABRUZZO, APPROVATA RETE OSPEDALIERA: GHIGLIOTTINA IN AULA, PROTESTA PD-M5S
abruzzoweb.it è stato pubblicato il 2023-12-12 19:40:32 da Azzurra Caldi
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